Cronaca

«A che punto siamo? Bella domanda»

L’opinione del commercialista
Gianpaolo Corti: «Con l’Imu era stato complicato, questa volta è peggio»
«A che punto siamo oggi? Bella domanda!». La butta sull’ironia il commercialista comasco Gianpaolo Corti, alle prese con la raffica di quesiti dei clienti sulla Tasi, la nuova tassa sulla casa. A meno di un mese dalla scadenza del pagamento della prima rata, confermata al 16 giugno solo per quei Comuni che riusciranno a stabilire le aliquote entro il 23 maggio – per i ritardatari ieri sera il ministero dell’Economia e delle Finanze l’ha spostata a settembre – ci sono ancora tanti dubbi.
Interrogativi che, inevitabilmente, assillano i contribuenti e li spingono a chiedere chiarimenti e rassicurazioni. «I clienti sono assaliti dai dubbi e naturalmente chiamano per avere informazioni – conferma Corti – Purtroppo al momento non siamo ancora in grado di dare risposte certe. Il pagamento della vecchia Imu era stato complicato, ma questa volta è ancora peggio».
Non sapere ancora quale somma esattamente saranno tenuti a sborsare tra poche settimane è un problema per molti contribuenti. «I clienti sono molto preoccupati, soprattutto chi gestisce un’attività – dice il commercialista – Il 16 giugno, infatti, si accumulerà un insieme di scadenze, dall’Irpef all’Irap passando anche dall’Imu, per gli immobili per i quali è rimasta. Se ci fosse anche la Tasi, la quota da sborsare aumenterebbe e già questo è un problema. La situazione è peggiorata dal fatto che per ora non c’è neppure chiarezza sull’importo esatto che ciascuno dovrà pagare».
Nelle ultime ore la speranza degli addetti ai lavori era un rinvio della prima scadenza, rinvio che ieri sera il governo ha concesso, almeno nei Comuni – e sono la maggioranza – in cui le aliquote non verranno deliberate entro il 23 maggio.
«Purtroppo – dice ancora Corti – si continua a parlare di federalismo fiscale, ma senza che sia mai stato fatto realmente un intervento che funzioni. Non ci si preoccupa mai di semplificare la vita al contribuente, anzi».
L’incertezza genera sentimenti diversi. «La preoccupazione accomuna tutti – sottolinea il commercialista – Per il resto, molti sono arrabbiati ma mi sembra che ormai prevalga la rassegnazione. Alla fine, credo che la quasi totalità dei contribuenti pagherà quello che verrà chiesto, quantomeno se riuscirà a farlo. Qualcuno avrà oggettive difficoltà a rispettare tutte le scadenze. Anche gli immobili ormai non sono più una fonte di investimento ma un costo che può diventare difficilmente sostenibile».
La diversità di situazioni aumenta il caos e la difficoltà, anche per i professionisti, di dare risposte certe. «Ciascun Comune ha una situazione propria – commenta l’esperto – La maggior parte delle amministrazioni non ha deliberato l’aliquota della Tasi e non lo farà entro la scadenza prevista, tanto più quei Comuni che andranno al voto. La proroga era necessaria: i contribuenti devono avere informazioni certe e risposte chiare».

Anna Campaniello

Nella foto:
La nuova Tasi riguarderà anche le abitazioni principali. Ma ancora i contribuenti non sanno quale somma dovranno sborsare
20 maggio 2014

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