Cronaca

A Como la cultura cerca di fare squadra perché tutti possano notare che esiste

L’assessore dialoga con le associazioni

La cultura in città sta ritrovando l’attenzione che merita. Dopo l’incontro promosso dall’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” di Como, che ha coinvolto operatori culturali e istituzioni, ieri a Palazzo Cernezzi l’assessore alla Cultura di Como Luigi Cavadini ha convocato tutte le associazioni culturali per capire come affrontarne le problematiche.
Un incontro informale, anche per

fare un vero e proprio censimento sul territorio, al fine di arrivare alla tanto declamata “consulta culturale”.
«Voglio capire – ha affermato Cavadini – che cosa le associazioni hanno bisogno dal Comune e che cosa vogliono fare. Voglio poi conoscere quelle che ancora non ho incontrato sulle strade della cultura in questi primi mesi di lavoro, al fine di costruire una relazione con l’ente pubblico, a cui spesso si chiedono solo soldi e spazi anche in mancanza di progetti. Senza dubbio, sulla mia scrivania ne sono anche arrivati alcuni di altissimo profilo, esistono realtà che hanno saputo aggregare e fare rete su alcuni temi, penso ad esempio a quella musicale che è sostenuta da una comunità davvero sorprendente in città».
«Un’esperienza che mi piacerebbe poter allargare – ha proseguito l’assessore Cavadini – ad altri campi, penso ad esempio alla letteratura o al teatro, al fine di alimentare nuove relazioni e confronti su ciò che matura a Como».
Dal punto di vista economico la situazione non è semplice e il primo passo è provare a stabilire un dialogo per capire le difficoltà dell’associazionismo, anche partendo da semplici segnalazioni, per poi arrivare a un tavolo coordinato, a una vera e propria rete culturale.
E gli operatori, moltissimi quelli presenti in sala, non si sono fatti pregare. Tra le urgenze emerse, quella di organizzare un calendario che eviti la concomitanza di eventi simili tra loro, la mancanza di comunicazione e l’eccessiva individualità di alcuni soggetti in causa, la mancanza di un albo noto a tutti in modo che le associazioni possano aggregarsi, punto su cui lo stesso Luigi Cavadini si è preso un preciso impegno personale.
Altri temi affrontati sono lo scarso interesse da parte delle istituzioni alla celebrazione dei personaggi che hanno fatto grande la città – anche se la grande mostra organizzata dal Comune e dedicata all’architetto futurista Antonio Sant’Elia andrà proprio in questa direzione – e l’impossibilità di potere presentare programmi a inizio anno in modo che poi possano essere incrociati tra loro.
Si è parlato anche della necessità di una “Casa della musica” come luogo pubblico fortemente identitario per diventare spazio dove confrontarsi anche sulla qualità delle iniziative, e di una “Casa della memoria” in cui poter conservare e trasmettere la storia della città.
Anche gli operatori delle arti visive hanno voluto sottolineare come finora siano stati poco considerati pur essendo una realtà attiva.
Infine, è stata avanzata la proposta di organizzare in estate la “Settimana delle associazioni”, anche a scopo formativo e non solo di aggregazione.

Maurizio Pratelli

2 marzo 2013

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