Economia

A Como pressione fiscale al 62,2%. Fino al 16 agosto si lavora per le tasse

altArtigiani sotto torchio
Secondo la Cna il peso delle imposte è cresciuto di 4,5 punti
(m.d.) Fino al 16 agosto gli artigiani di Como lavoreranno solo per pagare le tasse. La pressione fiscale, sommando le imposte nazionali a quelle regionali e comunali, raggiungerà quest’anno quota 62,2%.
Una percentuale decisamente elevata che, per di più, è costantemente cresciuta negli ultimi anni. Era pari al 57,7% nel 2011, per salire al 61,3% l’anno successivo, toccare quota 62,1% nel 2013 e compiere un ulteriore passo in avanti quest’anno, raggiungendo il 62,2%. Rispetto a tre anni

fa, il peso del fisco è aumentato di 4 punti percentuali e mezzo.
I dati emergono dall’accurata analisi condotta dal centro studi della Confederazione nazionale dell’artigianato e dalla Cna delle province di Como e di Lecco. Un vero e proprio dossier fisco che, oltre ad aver classificato su scala nazionale la situazione delle piccole imprese, racconta la realtà delle aziende artigiane del Lario attraverso un esempio concreto.
Lo studio prende infatti in considerazione un’impresa tipo, che ha sede nel comune di Como e che può contare su un laboratorio di 350 metri quadrati di superficie e su un negozio di 175 metri quadrati per la vendita dei propri prodotti, oltre naturalmente alle attrezzature necessarie. I dipendenti sono cinque – quattro operai e un impiegato – il fatturato ammonta a 430mila euro e il reddito di impresa si attesta a quota 50mila euro.
Ebbene, con queste caratteristiche, prendendo in considerazione tutte le imposte – nazionali, regionali e comunali – l’impresa in questione deve lasciare al fisco il 62,2% del reddito prodotto. Un dato che colloca Como al 63° posto nella graduatoria nazionale, guidata da Roma con un “total tax rate” del 74,4% e chiusa da Cuneo con il 56,2%. Lecco è al 76° posto, con una pressione fiscale di poco inferiore a Como (60,9%), mentre Varese è in 73ª posizione (61,2%). In Lombardia il peso del fisco maggiore si registra a Milano (al 30° posto con il 65,1%), mentre Sondrio è la città lombarda dove la pressione è minore (110° posto con il 56,9%).
L’analisi condotta dalla Cna lariana passa poi al cosiddetto “tax free day”, ovvero il giorno in cui le imprese smettono di lavorare soltanto per pagare le tasse e iniziano a guadagnare. Ebbene, per la piccola azienda artigiana presa in considerazione dalla Cna questo giorno arriva il 16 agosto, una data che coincide con quella dello scorso anno, ma che si è spostata in avanti rispetto al 2012 (era il 12 agosto) e ha fatto un vero e proprio balzo, di ben 16 giorni, rispetto al 2011, quando corrispondeva al 31 luglio. Su questo fronte Como è al 50° posto nella classifica nazionale. La città più fortunata è Cuneo, dove si lavora per il fisco “solo” fino al 25 luglio, mentre in fondo alla graduatoria dei capoluoghi più vessati figurano Reggio Calabria, Bologna, Roma e Firenze, dove la scadenza slitta addirittura al 29 settembre.
Infine, il reddito disponibile che resta nelle casse delle imprese dopo aver pagato tutte le tasse. Per l’azienda di Como presa a esempio ammonta a 18.898 euro, con un calo di ben 2.244 euro rispetto al 2011.

Nella foto:
La Cna di Como ha calcolato il peso complessivo delle imposte per un’impresa artigiana lariana con cinque dipendenti
16 maggio 2014

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