«A Como servirebbero mille parcheggi in più». Acus fotografa la difficile situazione della città

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Como ha bisogno di parcheggi. La richiesta, sempre la stessa da anni, rappresenta una priorità mai risolta e, con il passare del tempo, immutata. In anni in cui ci si batte giustamente per la tutela dell’ambiente, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per la mobilità dolce, è comunque di parcheggi che il capoluogo sembra avere un disperato bisogno. Un calcolo esatto è ovviamente molto complesso da fare ma se si parla di posti auto a raso, le strisce blu, da disseminare nelle diverse vie di Como, da quelle centrali alle più periferiche, allora ecco che per raggiungere una situazione «sostenibile e non certo per rispondere alla richiesta, ce ne vorrebbero ben oltre mille in più», dice l’avvocato Mario Lavatelli, presidente di Acus (associazione civica utenti della strada) che da anni, grazie anche a un Ufficio studi interno, monitora la situazione viabilistica della città. Un numero sicuramente per difetto ma che ben certifica la necessità di stalli. La prova è sotto gli occhi di tutti quotidianamente. Con il parcheggio della Ticosa chiuso da anni, la gran parte dei mezzi in ingresso non si ferma più alle porte di Como ma invade ogni angolo andando a congestionare il traffico.

E se del futuro della Ticosa si sa ancora molto poco, è sempre più forte la necessità di interventi. Csu, la società partecipata del Comune di Como che si occupa tra l’altro proprio della gestione dei parcheggi, ad oggi, come riportato sul sito, gestisce due autosili per complessivi 1.800 posti auto e oltre 3.000 stalli su strada, tutti gestiti con parcometro con oltre 160 macchine installate. In aggiunta ci sono poi le strutture private. Numeri che dunque potrebbero sembrare sufficienti, ma così non è. E i dati delle contravvenzioni elevate dalla polizia municipale per divieto di sosta e da parte degli ausiliari della sosta per altre infrazioni, come il tagliando scaduto, sono state nel 2020 «ben 35.255, ovvero circa 97 al giorno, mentre nel 2021 fino al 15 settembre sono state 28.328», fanno sapere dal comando di polizia locale. «Purtroppo per poter avere un quadro complessivo della situazione sarebbe necessario eseguire dei rilievi precisi – prosegue il presidente Lavatelli – Conoscendo il territorio inoltre sarebbero utili dei posti sia in centro ma anche e forse soprattutto a ridosso delle zone più congestionate, dove poter lasciare l’auto».

In ogni caso, tornando agli stalli esistenti, i posti auto messi a disposizione da Csu hanno molte caratteristiche che spesso gli stessi cittadini non conoscono. Partendo dalle aree più o meno care, va detto come la zona meno costosa – la prima mezz’ora gratis e poi 50 centesimi ogni ora – si trova in piazzale San Josemarìa Escrivà, mentre quelle più care sono due: in zona municipio, in via Bertinelli, dove ogni ora costa due euro e nel piccolo parcheggio Maggiolini, posizionato subito dopo il passaggio a livello difronte al Teatro Sociale. Ma tra questi due estremi sono tante altre le possibilità di parcheggiare con tariffe differenti in città. Negli ultimi mesi intanto si è provveduto a rendere possibile il pagamento dei parcheggi tramite smartphone e app adatte. In passato infatti, in molti casi non si potevano utilizzare bancomat o carte di credito, rendendo necessario avere a disposizione delle monetine. «Da qualche mese è possibile pagare la sosta direttamente dal proprio smartphone tramite le app Easy-Park, My Cicero e Drop Ticket. Sul numero dei parcheggi disponibili dipende molto dal periodo, nell’arco di tutto l’anno non vengono segnalate particolari criticità, nelle settimane di maggior afflusso, come può essere il periodo natalizio, la situazione può risultare più congestionata», dice il presidente di Csu Renato Acquistapace.

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1 Commento

  • Massimo Cordasco , 17 Settembre 2021 @ 16:02

    Como ha bisogno di un piano complessivo del traffico pubblico e privato. Reperire nuovi stalli ovunque si trovi qualche centimetro libero non aiuta nessuno. Non si spiega che, se in centro mancano i posti, le vie Paoli, Varesina e Bellinzona al mattino sono intasate di auto all’inverosimile. Evidentemente qualche parcheggio si trova ancora. Continuo a dire che il problema del centro si risolve in periferia con la costruzione di punti di interscambio di facile ed invitabile accesso con collegamenti rapidi e veloci. Chi vuole o deve arrivare in centro in auto paghi di più la sosta. Una considerazione a parte merita l’intera area della Ticosa ( oggi se ne parla poco) che ha bisogno del coraggio degli amministratori per immaginare una stazione di interscambio con alcune torri silos, circondate dal verde, capaci di ospitare alcune migliaia di auto con lo scopo, insieme ai parcheggi di periferia, di ridurre e non di aumentare i parcheggi a raso lungo le strade cittadine. Partire con lo stabilire che ogni nuovo posto deve sorgere al coperto.

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