A COMO SPALATORI VOLONTARI IN CASO DI NEVICATE. SOLIDARIETÀ E SENSO CIVICO PER FAR FRONTE AI DISAGI

Risponde Renzo Romano:

Caro professore, ho letto che in occasione delle prossime nevicate anche il Comune di Como utilizzerà spalatori volontari e mi ha colpito favorevolmente la disponibilità fin d’ora dimostrata da alcuni profughi che intendono in tal modo manifestare la propria riconoscenza alla nostra città. Mi chiedo se anche per una serie di altre situazioni di pubblico interesse non sarebbe il caso di ricorrere a questo sistema di reclutamento, dietro compenso, beninteso, ma indubbiamente a costi molto contenuti e con procedure rapide. A me, mentre scrivo, vengono in mente tanti possibili ambiti d’intervento, ma non voglio tediarla. Sono sicura che anche a lei le idee non mancano.
Luisa Salderini

Cara signora Luisa,
temo che la sua proposta sia troppo  di “buon senso” per pensare che possa essere recepita. L’idea di predisporre una lista di “volontari” reclutandoli non solo tra i “profughi” ma anche fra tutti coloro che si mettono a disposizione in caso di necessità improvvisa, mi sembra ottima.
Naturalmente, come lei suggerisce, dietro un modesto compenso che possa consentire un notevole risparmio al Comune e assicurare ai “volontari” un guadagno extra molto gradito e utile. È naturale pensare che di questa “lista” potrebbero far parte non solo i “profughi” ma anche studenti, disoccupati e così via.  L’idea è dettata dalla “bolletta”, ovvero dalla cassa desolatamente vuota, conclamata dell’amministrazione comunale, bolletta che non permetterebbe di affrontare le spese per lo sgombero delle strade dalla neve in caso di forti precipitazioni.
È certamente suggestiva l’idea di un gruppo di “volontari” pronti a intervenire in caso di necessità, perché fa pensare a uno slancio di solidarietà e di senso di responsabilità civico in cambio di pochi euro di compenso. Sentimenti questi, la solidarietà e il senso di responsabilità, che scattano nella gente, in particolare nei giovani, ogni volta che ci troviamo di fronte a disastri e tragedie provocate da eventi naturali.
Mi sono commosso, e mi commuovo, quando vedo alla televisione tutti quei giovani con gli stivaloni ai piedi  e una pala in mano darsi da fare con impegno e abnegazione encomiabili in caso di disastri quali alluvioni o smottamenti.
L’esistenza di una lista di “volontari” su cui contare in caso di necessità potrebbe giovare non solo in occasione di una nevicata eccezionale, ma anche in casi di altre emergenze. Naturalmente questa idea presuppone una organizzazione attenta e in grado di intervenire prontamente.
Sinceramente non mi sento di sperare alcunché in proposito. Sarebbe comunque illusorio pensare che una lista di volontari, sia pure perfettamente organizzata e gestita, possa risolvere ogni problema. Nel caso della neve tuttavia potrebbe almeno contribuire ad alleviarne la gravità.
Le sue note, cara signora Luisa, sono di estrema attualità a seguito della conclamata e ribadita impossibilità del Comune di far fronte a nevicate di particolare intensità. Davvero improprio e irrispettoso mi sembra l’implicito invito ai comaschi di starsene a casa se nevica troppo. I rapporti tra cittadini e amministrazione sono basati sull’assunzione reciproca di responsabilità.
Rimanendo nel caso della neve, i primi, i cittadini, devono circolare muniti di gomme da neve o con le catene a bordo; la seconda, l’amministrazione, deve assicurare la percorribilità delle strade. Per gli automobilisti inadempienti è prevista una multa. Se è inadempiente  l’amministrazione,  quali sono le  misure previste?
Sia chiaro, nessuno pretende miracoli. Se saremo sepolti da valanghe di neve ci rassegneremo tutti. Tuttavia riteniamo inaccettabile la resa preventiva.
L’invito “Comaschi arrangiatevi!”, se nevica troppo, mi fa venire in mente l’impareggiabile Totò che dal balcone di una ex casa chiusa diventata sua abitazione, si rivolge ai nostalgici di tali case adunati davanti al portone, con un poco rassicurante “Italiani arrangiatevi!”. La lievità dell’aneddoto di pura fantasia cinematografica non alleggerisce la rilevanza del problema che “potrebbe” (il condizionale è d’auspicio) peggiorare la già precaria situazione viabilistica della città e dei dintorni in caso di abbondanti nevicate. Non tocca certamente a noi trovare la soluzione. Noi possiamo impegnarci a muoverci in automobile solo in caso di reale necessità in regola con le norme (catene a bordo o gomme da neve), e magari anche pregare che non nevichi, o almeno che nevichi poco.
Come in ogni famiglia si fanno i conti preventivi preoccupandosi di tenere da parte qualcosa in caso di impreviste necessità, allo stesso modo credo che debba comportarsi l’amministrazione pubblica. Accorgersi adesso che non ci sono abbastanza soldi per sgomberare la neve dalle strade in caso di forti precipitazioni sarebbe giustificabile e comprensibile se la neve fosse dalle nostre parti un evento eccezionale, improbabile e imprevedibile.
Ma così non è affatto. In mancanza di un’auspicata “preveggenza” nel bilancio preventivo potrebbe giovare un pensiero accorato e umile  al Cielo per invocarne la clemenza “meteorologica”, da parte di tutti noi e anche degli stessi amministratori.

 

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.