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A Lugano tre scultori dialogano con l’arte di Giudici

Eva Antonini, Lorenzo Cambin e Antonio Tabet sono i tre artisti che il critico comasco Luigi Cavadini ha convocato per la mostra “Dialoghi di scultura” giunta alla terza edizione e in corso alla Gipsoteca Gianluigi Giudici in Riva Antonio Caccia a Lugano. La mostra si visita fino al 14 novembre (orari: da mercoledì a sabato, dalle 14 alle 18).Il riferimento alla scultura è d’obbligo in un museo che raccoglie opere soprattutto in gesso, ma anche in bronzo, di uno scultore – il comasco Gianluigi Giudici (1927-2012) – le cui opere sono presenti in spazi sia pubblici che privati del Canton Ticino oltre che in Lombardia e in altre località italiane e svizzere. In questi dialoghi vengono messe in relazione le opere di artisti ticinesi che operano con modalità, materiali e tecniche molto diverse e quindi meritano particolare attenzione. Ogni artista ha avuto anche il compito di individuare un’opera di Giudici che fa parte della collezione della Gipsoteca con cui dialogare artisticamente. Sono tre voci dell’arte contemporanea svizzera che dialogano insomma con un comasco che ha avuto molti rapporti di lavoro e di cultura con la vicina Svizzera.Eva Antonini, artista originaria di Rapperswil, Canton San Gallo, vive in Ticino dal 1985; Lorenzo Cambin, luganese, formatosi anche a Brera a Milano, espone dalla fine degli anni Ottanta e ha nel curriculum una lunga serie di personali in Svizzera e Spagna; Antonio Tabet, grafico di formazione, con l’esperienza trentennale di direttore artistico della Banca del Gottardo, ha sempre condotto una propria ricerca artistica di cui si propongono le singolari opere recenti a tre dimensioni.Di Antonini sono proposte sculture in terracotta che si muovono attorno alla figura umana rappresentata a tutto tondo o per frammenti, di Cambin opere-installazioni in cui la composizione di forme leggere che mimano la natura diventa pretesto per l’indagine dello spazio, di Tabet le “costruzioni” eseguite tramite una operazione mentale di scomposizione e quella pratica di ricostruzione ad incastri di forme a produrre opere dagli interessanti effetti dinamici.Info: 00.41.91.980.4141 e info@fondazionegiudici.com.

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