A piedi lungo la via dei Monti Lariani, tra rifugi e paesaggi affacciati sul lago

Il Rifugio Murelli

La Via dei Monti Lariani è un affascinante itinerario escursionistico che attraversa la riva occidentale del Lago di Como, da Cernobbio sino alla località di Sorico, di fronte al Pian di Spagna; un lungo susseguirsi di verdi alpeggi e crestoni erbosi, costellati da accoglienti rifugi, percorribile, per chi lo desiderasse, in più tappe (sei-sette giorni circa in tutto).
La passeggiata proposta oggi ne segue una parte – quella che da Rovenna, località sopra Cernobbio, giunge al Rifugio Prabello (1.200 m) – con una “deviazione” al Sasso Gordona (1.410 m), cima calcarea per lo più erbosa che fa da spartiacque tra il Lario e la svizzera Val Breggia.
Lasciata l’auto a Rovenna (raggiungibile anche in autobus da Cernobbio), si segue la Via Segantini e una vecchia mulattiera. Dopo circa un’ora di cammino in salita, si arriva all’abitato dei Monti Madrona (850 m); un breve tratto sulla strada asfaltata e, deviando a destra, si riprende il sentiero e, seguendo le indicazioni per il Monte Bisbino, si sale sino alla Ca’ Bossi (1.200 m).
A questo punto si scende lungo un breve tratto sterrato per prendere poi l’ampio e fresco sentiero che porta, in breve, al Rifugio Bugone (1.119 m).
Protetti dai rami delle frondose betulle, si prosegue sulla carrareccia che attraversa i pendii del Poncione della Costa, l’Alpe del Crinco per risalire sino alla colma dei Murelli, sul cui valico si staglia il Rifugio omonimo.
Il cammino prosegue lungo l’ampia carrareccia, sino a sfociare, dopo uno strappo in salita e un tratto lungo una discesa ripida, al Rifugio Binate (1.200 m). Una sosta è d’obbligo per ristorarsi e, soprattutto, per ammirare il “verde” panorama che si staglia all’orizzonte.
Lasciato il rifugio alle spalle, si scende lungo il sentiero, attraversando alcune baite per arrivare alla Colma di Binate. Al crocevia, lasciando a destra la strada che scende a Schignano, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per il Sasso Gordona, lungo un’ex strada militare.
Tra boschi di noccioli si percorre una carrareccia per giungere, dopo una mezz’ora circa, al Rifugio Prabello (1.200 m). Alla meta mancano ancora quaranta minuti.
Il sentiero è abbastanza impegnativo, ma ben marcato e soprattutto panoramico; non passeranno inosservate neppure le fortificazioni della nota “Linea Cadorna”, quasi un monito ai passanti a non scordare l’importanza strategica che questa vetta, modellata da vento e pioggia, ha avuto all’epoca della Grande Guerra. Dal gruppo di casolari, di fronte al rifugio, si piega a destra sino ad arrivare alla base del roccioso cocuzzolo; si supera una breve parete e, dopo un ripido pendio e qualche roccetta, si raggiunge la vetta (1.410 metri).
Se si hanno a disposizione due giorni si può pernottare al rifugio e, il mattino seguente si riprende la camminata in direzione Alpe di Cerano d’Intelvi; lasciata sulla sinistra la strada che va verso Erbonne, si prosegue – un po’ per sentieri e un po’ per strada asfaltata – verso Casasco e, da qui, per Blessagno (qui giunge anche la strada che sale da Pigra). Da qui si imbocca la mulattiera, ripida, in direzione Alpe di Blessagno; in cima, al bivio, si svolta a sinistra e si prosegue sino alle baite della Zerla (1.168 m).
Il percorso, a questo punto, si snoda lungo un suggestivo bosco ad alti fusti e, a tratti, una scalinata di pietre. Dopo circa mezz’ora di cammino, ancora su percorso misto, si arriva al Rifugio “Alpe di Colonno”, meta della nostra gita. L’ultimo tratto si svolge lungo la carrareccia che scende sino a Pigra e, da qui, ad Argegno (raggiungibile anche in funivia).
Il rientro a Cernobbio si può effettuare in autobus o a bordo di un romantico battello.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.