A Ponzate “Virtuosismi d’organo”

L’evento – Domani nella parrocchia di Santa Brigida il concerto di inaugurazione del restaurato strumento costruito da Francesco Carnisi nel 1858
Domani la parrocchia di Santa Brigida a Ponzate si prepara per una giornata di musica e festa, in occasione del restauro dell’antico organo della chiesa.
Si tratta dell’organo costruito nel 1858 da Francesco Carnisi di Luino, uno dei più importanti e noti artefici della scuola lombarda del XIX secolo.
L’amministratore parrocchiale, Ermanno Trombetta, ha scoperto negli archivi della chiesa alcuni registri e documenti che dimostrano che già dal 1792 c’erano tra le entrate e le uscite
alcune voci di spesa relative al compenso annuale di un organista e alla riparazione di uno strumento precedente di origine ignota.
Il contratto con la ditta Carnisi risale al 27 febbraio 1858 e il costo complessivo fu di 4.200 lire milanesi. Una parte della somma fu ricavata dalla vendita della legna con il taglio dei boschi parrocchiali, una parte dai fondi raccolti dai parrocchiani con una apposita bussola in chiesa e infine, per completare la cifra, il parroco di allora, don Giulio Gatti, generosamente offrì 600 lire italiane.
Negli anni successivi l’organo è stato poi ritoccato alcune volte soprattutto per la pulitura e l’accordatura. Lo strumento è così giunto fino a noi praticamente integro.
Il restauro dell’organo Carnisi, che conta circa 850 canne in stagno e legno, è durato circa 9 mesi ed è stato possibile con il contributo della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca onlus, e grazie alla Comunità Montana Triangolo Lariano.
I festeggiamenti di domani iniziano alle 14.30 con l’apertura dei mercatini. Subito dopo, alle 15, ci sarà la conferenza di presentazione dello strumento con interventi di don Agostino Clerici, l’attuale parroco, di Sergio Castegnaro, organaro di Tortona restauratore dell’organo, e del maestro Ennio Cominetti, organista e direttore artistico della rassegna “Virtuosismi d’organo”, patrocinata da Agimus Lombardia.
Don Agostino Clerici benedirà lo strumento restaurato alle 16 e il maestro Cominetti aprirà il concerto d’inaugurazione con musiche di un compositore anonimo toscano della fine del XVIII secolo; seguirà la “Messa in Sol maggiore” di Giovanni Quirici (1824-1896), per terminare con le melodie di Giuseppe Verdi adattate all’organo da Carlo Fumagalli (1822-1907).
Sono tutti brani musicali che ben si adattano a questo tipo di organo. «Ogni strumento – ricorda il maestro Cominetti – ha un suo repertorio specifico e non tutto è adatto a tutti gli organi». Proprio nel XIX secolo il repertorio organistico era entrato in crisi. Molte arie, cavatine e melodie delle opere liriche sono state così trascritte per organo e suonate anche durante la liturgia. Quindi pure il melodramma compare per organo da chiesa.
Alle 18 don Agostino Clerici celebrerà la santa messa cantata, animata dal Coro Santa Brigida di Ponzate con l’organista Paolo Dal Negro.
Alle 19.30 il programma continua con un’aperitivo e una degustazione, mentre alle 21.15 la giornata si concluderà con “Capolavori di Musica Sacra”, il concerto dell’Ensemble Vocale “Sol Deo Gloria”, accompagnato dal maestro Ennio Cominetti.
Dopo un restauro durato circa 9 mesi da domani si potrà ascoltare l’organo Carnisi in tutto lo splendore delle sue musiche e armonie, che ravvicinano i credenti alla fede durante la liturgia.
Don Agostino Clerici ricorda le parole di papa Benedetto XVI all’inaugurazione dell’organo di Ratisbona: «Il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria e integrante della liturgia solenne. Questo significa che la musica e il canto sono più di un abbellimento (magari anche superfluo) del culto; infatti fanno parte dell’attuazione della liturgia, anzi sono essi stessi liturgia. Una solenne musica sacra con coro, organo, orchestra e canto del popolo, quindi, non è un’aggiunta che incornicia e rende piacevole la liturgia, ma un modo importante di partecipazione attiva all’evento religioso».

Cécile Prakken

Nella foto:
L’organo Carnisi conta 850 canne in stagno e legno

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