Cronaca

A rischio il permesso di soggiorno di Raffaele Sollecito

altInchiesta sul trasferimento del domicilio

Il clamore suscitato dalla notizia del possibile trasferimento a Lugano di Raffaele Sollecito scuote i palazzi della politica ticinese. In Gran Consiglio – il Parlamento di Bellinzona – un deputato della Lega chiede di capire come mai sia stato concesso al giovane barese il permesso B, quello cioè che permetterebbe allo stesso Sollecito di risiedere nel Cantone.
Nel frattempo, il direttore del Dipartimento delle

Istituzioni (l’equivalente di un nostro ministro dell’Interno), anch’egli leghista, Norman Gobbi, avvia una procedura d’indagine per accertare se il 29enne studente italiano abbia dichiarato il vero alle autorità elvetiche.
Il caso Kercher è insomma sbarcato al di là della frontiera, dove viene vista con occhi dubbiosi la possibilità che uno dei ragazzi accusati di aver ucciso, nel novembre 2007 a Perugia Meredith Kercher, trasferisca il proprio domicilio scegliendo Lugano come luogo in cui vivere e lavorare.
La prima iniziativa per stoppare Sollecito è giunta da Daniele Caverzasio, parlamentare cantonale della Lega dei Ticinesi il quale in un’interrogazione si chiede come mai sia stato concesso il permesso B al giovane studente italiano visto che questi aveva tuttora un carico penale pendente (al momento della richiesta era infatti in attesa della sentenza di Cassazione, giunta qualche giorno fa).
Anche il governo ticinese, come detto, ha deciso di chiarire la vicenda. Intervistato dalla Regione, il consigliere di Stato Norman Gobbi ha spiegato di aver «chiesto alla Sezione della popolazione di fare un approfondimento per capire se l’ufficio della migrazione abbia agito correttamente. Stiamo verificando se il signor Sollecito ha dichiarato tutto quello che doveva nell’autocertificazione presentata a dicembre all’autorità cantonale per ottenere il permesso B. Permesso – aggiunge Gobbi – che potrebbe essere ritirato qualora emergessero da queste verifiche alcune incongruenze».

Nella foto:
Raffaele Sollecito
30 marzo 2013

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