A Roma parte il “Progetto Plinio”

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Un progetto di ricerca scientifica durato due anni rivela nuove importanti scoperte su quello che è stato fino ad oggi considerato dalla tradizione il cranio di Plinio il Vecchio, conservato presso l’Accademia di Arte Sanitaria di Roma.

I risultati, prodotti da studiosi delle Università di Roma, (“La Sapienza”), Firenze, Macerata, dell’IGAG-CNR, saranno resi noti al pubblico giovedi 23 Gennaio 2020, dalle ore 14.00, nella seconda parte del convegno dedicato all’apertura del 100° Anno accademico dell’istituzione che ha sede in largo Tevere in Sassia 3..

Sarebbe l’unica reliquia esistente di un personaggio celebre dell’antica Roma, un intellettuale che ci ha lasciato ben 37 libri completi di storia naturale e che, al tempo stesso, fu un eroico ammiraglio. Come ha tramandato in due lettere suo nipote, nel 79 d.C., Plinio sacrificò la propria vita sulla spiaggia di Stabia per salvare i civili investiti dalla catastrofica eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei ed Ercolano. Plinio il Vecchio divenne così l’artefice della prima operazione di protezione civile (documentata) della storia umana.

L’input iniziale è partito dall’ing. Flavio Russo che nella pubblicazione dello Stato Maggiore della Difesa “79 d.C., Rotta su Pompei” aveva preso in esame una serie di importanti indizi. L’idea di far eseguire una serie di studi è stata rilanciata dallo storico dell’arte e giornalista Andrea Cionci il quale, grazie a sponsor privati, ha potuto coordinare una serie di rilievi ed esami scientifici sul reperto.

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