A Villa Olmo gli architetti internazionali studiano il futuro dell’area stadio

Lake Como summer School

A Como manca una visione d’insieme, una progettualità capace di coinvolgere diversi settori e di guardare al futuro della città. È il monito che proviene dal mondo dell’architettura comasco.
La riqualificazione degli spazi pubblici attorno allo stadio Sinigaglia, un’area caratterizzata dalla presenza di importanti monumenti del Razionalismo italiano, è il tema attorno al quale ruota la prima edizione della “Lake Como Summer School”.
Il workshop estivo, che si svolge a Villa Olmo fino al prossimo 1° agosto, è rivolto agli studenti di architettura provenienti da università italiane e straniere, organizzato da Polo di Mantova del Politecnico di Milano, assieme alle università di architettura di Lione e di Vienna.
«Como, lo sappiamo, ha enormi anzi eccezionali potenzialità. Ci sono zone della nostra città e quella dello stazio è una delle principali – ha spiegato ieri mattina il presidente dell’Ordine degli Architetti di Como, Michele Pierpaoli – che decisamente meritano un nuovo progetto, un globale ridisegno in maniera da rendere compiuto e davvero pienamente vivibile e fruibile uno spazio come quello del Sinigaglia assolutamente vitale per la città di Como».
L’idea di trasformare lo spazio attorno allo stadio Sinigaglia da luogo sostanzialmente di transito a luogo di sosta è tra le mission del laboratorio di quest’anno.
L’architetto Matteo Moscatelli spiega la filosofia dell’approccio in questo gruppo di ricerca internazionale: «L’area è di fatto un museo a cielo aperto e quindi ogni intervento deve tener conto dell’importanza e del valore di questi edifici. L’area ha un fortissimo valore storico come il Nocovomum, la Canottieri e l’hangar è un aspetto fondamentale».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.