Abusi in pieno centro: processo al via

Palazzo di giustizia

Alla fine si è arrivati in aula, di fronte al Collegio di Como. Processo che si è aperto ieri, per essere subito rinviato al mese di febbraio del 2022 quando inizieranno a sfilare in aula i primi testimoni.

Di fronte due posizioni all’opposto: da una parte la Procura che accusa un venezuelano 44enne di abusi su una ragazza (costituita parte civile) che rincasava dopo aver passato una serata con amici in centro a Como. Dall’altra, l’imputato che non ha mai cambiato la propria versione dei fatti, sostenendo di essere stato a casa quella sera (perché non si sentiva bene) e negando, di conseguenza, di essere lui l’uomo che avrebbe palpeggiato e molestato, sotto la minaccia di una bottiglia di vetro, una ragazza all’epoca 23enne.

Ci sarà battaglia, insomma. La difesa proprio per questo non ha scelto riti alternativi, arrivando fino al dibattimento.
La violenza sarebbe avvenuta tra i Portici Plinio e piazza Grimoldi, nel pieno centro storico di Como. Era il mese di marzo del 2019, intorno all’una di notte. La ragazza, mentre camminava in direzione della propria auto, fu sorpresa alle spalle, spinta contro una colonna, spogliata delle giacca e del maglione che indossava e palpeggiata, il tutto sotto la minaccia di una bottiglia di vetro rotta.
La giovane sentì venire meno le forze e cadde a terra, spaventando l’aggressore che fuggì.

Il martedì successivo la ragazza si trovò però di fronte a quello che ritenne essere il suo aggressore, individuato su una panchina ai giardini pubblici di Como. Per questo motivo chiamò la polizia e segnalò quando aveva appena visto. Le indagini e le perquisizioni permisero agli agenti di recuperare indumenti ritenuti compatibili con quelli indossati dall’uomo ricercato per le molestie, abiti che erano stati indicati dalla ragazza nella sua denuncia.

La difesa tuttavia, ha sempre sostenuto il contrario: «Noi crediamo di avere raccolto elementi che possano avere un ruolo decisivo nel processo – commenta l’avvocato Antonio De Spirito – Anche la descrizione dell’aggressore fatta dalla vittima nella denuncia poco si concilia con il mio assistito, a partire dal fatto che la ragazza disse che l’aggressore parlava perfettamente l’italiano. Attendiamo di poterci difendere in aula». Cosa che avverrà a partire dal mese di febbraio.

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