Accoltellamento in piazza a Cantù: «No all’archiviazione per lo svizzero»

© | . . Il Tribunale di Como

Finisce davanti al giudice delle indagini preliminari la vicenda dell’accoltellamento avvenuto nella notte tra sabato 15 e domenica 16 febbraio 2014 in piazza Marconi a Cantù. L’avvocato Ivana Anomali, che assiste la vittima, Andrea Mayr (26enne di Milano che quella sera fu accerchiato e colpito da più fendenti), si è opposta alla richiesta di archiviazione del secondo indagato, un 22enne svizzero residente a Mendrisio.
Secondo quella che sarà la parte civile, infatti, dalla consulenza medica sulle ferite riportate da Mayr e anche dalla testimonianza del ragazzo emergerebbe l’impossibilità che ad agire possa essere stato solo l’attuale indagato (Antonino Laurendi, il 21enne pizzaiolo di Como accusato di tentato omicidio). I colpi di coltello, lo ricordiamo, lasciarono il ferito per tre giorni tra la vita e la morte. L’opposizione all’archiviazione verrà dunque discussa il 1° aprile davanti al giudice delle indagini preliminari di Como Francesco Angiolini. Il fatto di sangue giunse al termine di una banale discussione (poi degenerata) dopo una serata in discoteca. Indagato fin dal primo momento fu il pizzaiolo che, subito dopo l’accoltellamento, salì sulla macchina di amici (tra cui i due svizzeri) che si allontanarono. Il giovane fu però subito scaricato, quando i due ticinesi si accorsero di quello che aveva fatto. Questo, almeno, è stato detto dagli stessi protagonisti della serata. Ma il racconto è mutato quando è stato possibile ascoltare la vittima, che da subito ha parlato di come anche il giovane di Mendrisio avesse preso parte all’aggressione, dicendo che le ferite erano provenute da più parti. Motivo che spiegherebbe – secondo una memoria presentata dall’avvocato Anomali – perché gli amici «acconsentirono che Laurendi salisse sulla loro macchina» per allontanarsi e perché «non chiesero aiuto alle forze dell’ordine» andando «a casa a dormire». La Procura ha invece motivato la richiesta di archiviazione dello svizzero sostenendo che nonostante «l’attendibilità di Mayr» il «quadro accusatorio è quantomai controverso». Ed inoltre non è affatto escluso che «le ferite al gomito e al costato siano state provocate da ulteriori colpi» inferti dal pizzaiolo.

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