Cronaca

Accordo politico Lega-Pdl. Molteni: «La base capirà»

altCentrodestra – Le reazioni comasche all’intesa siglata ieri
Alessio Butti: «Conta soltanto il programma»
Occhi puntati sulla base. Nel giorno in cui Pdl e Lega hanno siglato la nuova intesa elettorale, il centrodestra scruta con una certa apprensione le reazioni di militanti e simpatizzanti. Per capire quale possa essere il riflesso, in termini di consenso, del rinnovato accordo tra i partiti del centrodestra.
Sul fronte leghista si parla chiaramente di una scelta funzionale alla corsa in Lombardia.
Giacomo Stucchi, vicesegretario federale

della Lega Nord, lo dice molto chiaramente: «Abbiamoil miglior candidato per la Lombardia e per tutti i lombardi: Roberto Maroni. Grazie a questo accordo, abbiamo messo le basi per realizzare l’euroregione e concretizzare il progetto di mantenere nei nostri territori il 75% delle tasse pagate dai cittadini». Secondo Stucchi, tutte le «nostre condizioni sono state accettate, abbiamo portato a casa il miglior accordo possibile».
Ed è questo il refrain suonato senza sosta in casa Lega. Ovvero, il fatto di aver costretto il Pdl e Silvio Berlusconi ad accettare tutte le richieste presentate dal Carroccio.
Nicola Molteni, deputato comasco della Lega ripete: «Il governo della Lombardia e la possibilità di tenere le tasse sul territorio possono giustificare un accordo. Inoltre, Berlusconi non sarà candidato premier, mentre Maroni potrà concorrere per vincere. A noi interessa il progetto fiscale, tenere cioè il 75% delle tasse sul territorio». È chiarissimo, Molteni: «Noi guardiamo alla Lombardia». Tutto il resto ha un peso inferiore.
Tanto che lo stesso Roberto Maroni non si candiderà nemmeno per il Parlamento nazionale.
«Credo che Maroni stia dimostrando un grandissimo coraggio – dice ancora Molteni – ha scelto di spendersi per il popolo lombardo».
A parte l’ovvia enfasi legata al momento elettorale, il ragionamento della Lega appare inevitabile.
Puntare tutto sulla regione ha come obiettivo ottenere il risultato politicamente più apprezzabile e far dimenticare al popolo in camicia verde il nuovo accordo con il Cavaliere. «Credo che la base capirà – insiste Molteni – e comunque la logica di questa intesa va ribaltata. È il Pdl, partito nazionale, che sottoscrive le nostre idee e i nostri programmi. Anche sul piano politico, mi sembra un risultato non disprezzabile».

La mediazione di La Russa
La passione per i retroscena impone però di ampliare lo sguardo sul centrodestra e sulla coalizione, di cui fanno parte anche altre forze politiche.
L’ultima nata è quella fondata da Ignazio La Russa: Fratelli d’Italia.
Alessio Butti, senatore ed esponente di punta in Lombardia della formazione di La Russa, dà una lettura diversa su quanto accaduto ieri. Smorza gli entusiasmi leghisti e rivendica un ruolo determinante per il suo leader.
«Sono felice che per mettere d’accordo Maroni e Berlusconi ci sia voluta la mediazione di La Russa – dice Butti – In realtà, c’è poco da gioire. Il nostro obiettivo è evitare la vittoria della sinistra, eviterei perciò ogni trionfalismo. Alla Lega dico che conta il programma, il resto non interessa».
Butti ricorda come «i primi a chiedere che Berlusconi non fosse il candidato premier» siano stati proprio loro, tanto da uscire dal Pdl e dare vita a un nuovo raggruppamento.
«L’alleanza con la Lega ha un sapore strumentale – insiste – è stata siglata per il Senato e per la Regione Lombardia. Ogni altra considerazione lascia il tempo che trova».
In particolare, dice ancora il senatore lariano, non si deve dare per scontato nulla sul piano programmatico. La proposta del 75% di tasse da mantenere sul territorio del Nord, ad esempio, non suscita alcun entusiasmo.
«Non intendo entrare nel particolare – taglia corto Alessio Butti – Quando elaboreremo il programma vedremo cosa fare e come ragionare».

Candidature in Regione
Intanto, il centrodestra prepara le liste per il Pirellone. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi su una possibile uscita di scena dalle liste del Carroccio di Dario Bianchi, implicato nell’inchiesta sui rimborsi ai gruppi regionali lombardi, ieri è giunto per il consigliere del lago un autorevolissimo sostegno. «Abbiamo fatto una selezione dei nomi partendo dalle indicazioni della base – dice Nicola Molteni – Personalmente, spero che Dario Bianchi venga confermato. Ha lavorato bene ed è apprezzato da tutti».

Dario Campione

Nella foto:
Il varesino Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, è il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia (foto Mattia Vacca)
8 gennaio 2013

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