Accordo sullo stadio, opposizioni all’attacco. «Concessa per 12 anni la zona più pregiata»

Stadio Giuseppe Sinigaglia

«La zona più pregiata di Como affidata per 12 anni a un privato in cambio di un campo in erba sintetica». È netta e molto critica la posizione dei consiglieri comunali di Svolta Civica all’indomani dell’incontro tra Comune e Como 1907 in cui l’amministrazione e la società hanno trovato l’accordo: sì alla convenzione di 12 anni a fronte, per ora, dell’intervento sul terreno di gioco e in prospettiva di un progetto più ampio che coinvolga tutta la zona la cui presentazione da parte del club è slittata al 2021.
«In sostanza – spiegano Maurizio Traglio, Vittorio Nessi e Barbara Minghetti – per i prossimi dodici anni (vincolando dunque tre sindaci: la durata dei mandati dell’attuale più altri due sindaci), il Comune assegna la struttura al Calcio Como in cambio della certa realizzazione del terreno di gioco in materiale sintetico e una semplice promessa, peraltro vaga, di riprogettazione dell’intero quartiere a lago». «Sinceramente – viene precisato – con tutto il rispetto per l’attività della società calcistica, che merita supporto e collaborazione, il mero impegno di rifare il campo di calcio ci pare poca cosa».
La richiesta è che Palazzo Cernezzi si impegni in prima persona in un progetto strutturale al posto che lasciare mano libera a un soggetto esterno.
«Il ridisegno della zona dovrebbe passare da un lavoro serio in cui l’amministrazione mette sul tavolo le proprie idee e interagisce con i privati per trovare la miglior soluzione per la loro realizzazione. Nulla di tutto ciò sta avvenendo – concludono i consiglieri di opposizione – A quanto pare, l’amministrazione ha deciso di delegare le scelte per il futuro dell’area interamente al privato».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche i capigruppo di Civitas e del Partito Democratico, rispettivamente Bruno Magatti e Stefano Fanetti.
«Mi sembra che la logica di una concessione sia capovolta e mi sembra ci sia stata un’accelerazione francamente discutibile – attacca Bruno Magatti – Sulla vicenda dello stadio Sinigaglia si capisce la buona intenzione del Calcio Como ma la città nei suoi rappresentanti deve ragionare in maniera più ampia e con una visione progettuale».
«È un bene che l’amministrazione si sia seduta al tavolo con la società, ma stupisce che, almeno fino ad ora, non abbia chiarito quali siano i desiderata per quell’area così strategica della città – afferma a sua volta Stefano Fanetti – Bisogna mettere in campo delle idee, un indirizzo preciso. Aldilà degli interventi necessari per far giocare il Como su un campo decente – conclude – la direzione deve essere dell’amministrazione comunale».
L’accordo tra Palazzo Cernezzi e Como 1907, come è noto, è stato sottoscritto nella giornata di martedì e parte dal sì al campo sintetico che verrà progettato e realizzato per intero, specialmente dal punto di vista economico, dal Calcio Como. Presto sarà firmata una convenzione tra i due soggetti della durata di 12 anni. Il tutto partendo dal presupposto che le prime partite di campionato non potranno essere giocate allo stadio Sinigaglia. Il cantiere per realizzare il campo sintetico infatti, considerati i tempi dell’operazione, non potrà essere terminato in vista del fischio d’inizio della prima partita casalinga.
I tifosi da lungo tempo chiedevano che venisse sottoscritto il patto fra Comune e società calcistica. Anche per questo motivo avevano indetto una manifestazione a Palazzo Cernezzi che è stata confermata pure dopo la stretta di mano tra Comune e club. Sostenitori azzurri e cittadini, infatti, all’attuale giunta contestano l’immobilismo su varie tematiche, come ad esempio il palazzetto dello sport e la piscina di Muggiò. L’appuntamento – autorizzato dalla Questura di Como – è fissato per lunedì prossimo alle ore 19.45.

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