Accorpamenti scolastici, scontro Provincia-Regione

L’istruzione del futuro
Intanto Claudio Merletti rassicura: «Il Provveditorato di Como non sparirà»
Ministero dell’Istruzione e Regione Lombardia vogliono accorpare le scuole: istituti con minimo mille studenti. Entro il 31 ottobre, ordina il Pirellone, le Province devono consegnare a Milano un “piano di dimensionamento della rete scolastica”. Un out out che fa letteralmente infuriare Mario Colombo, assessore provinciale all’Istruzione. Al punto che, dice, «se non sarà possibile redigere in tempo questo piano, non lo presenteremo». La comunicazione della Regione è recentissima, perché cita un incontro del 26 settembre. Ed è indirizzata direttamente a funzionari e assessori provinciali del settore Istruzione.

Alla base di tutto c’è una riorganizzazione della scuola italiana, che prevede la massima verticalizzazione: non più “scuolette” da cento studenti, ma grandi istituti da mille alunni. L’accorpamento sarebbe però solo amministrativo, non fisico.
Il provveditore agli Studi di Como, Claudio Merletti, all’inizio dell’anno scolastico aveva detto che stava già lavorando con la Provincia per partire con il nuovo assetto dal 2012. I tempi, ora, sono stretti. Troppo stretti, secondo Colombo, che contesta anche l’incertezza delle strategie di Roma e di Milano. «Questioni simili – sbotta Colombo – non si possono gestire con una riunione tra politici. Bisogna coinvolgere docenti, scuole e famiglie». L’assessore aggiunge che, per le zone montane, il dimensionamento minimo degli istituti potrebbe essere 500 alunni, non mille.
«Comunque – precisa l’assessore – il problema non è il numero. Il problema è che non è pensabile modificare un assetto scolastico, creando problemi logistici e amministrativi, con una lettera. E non abbiano nemmeno la certezza che gli accorpamenti verranno effettuati».
Quindi, secondo l’assessore provinciale all’Istruzione, l’errore sta «nella fretta e nella discontinuità delle indicazioni» che arrivano dalla Regione. Mario Colombo conclude dicendo che «altre Province hanno sollevato le stesse perplessità», e che in questa partita «si rischia di esautorare le Province dal ruolo di mediazione con il territorio che invece dovrebbero garantire».
Ieri, intanto, il provveditore agli Studi Claudio Merletti ha tranquillizzato i comaschi sulla perdita del Provveditorato lariano, che secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere accorpato a quello di Varese (il cui dirigente è sempre Merletti).
«È allo studio una riorganizzazione degli uffici regionali – dice Merletti – ma l’orientamento è accorpare, eventualmente, sedi di province piccole: Lecco potrebbe andare con Monza e Brianza. Ma Como non perderà il suo Provveditorato».

Andrea Bambace

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