Cronaca

Accorpamento delle Province. Spunta l’ipotesi Grande Brianza

Podestà: «Da 12 potremmo scendere a 6 o 7». Carioni: «Via tutti i carrozzoni inutili»
Como potrebbe unirsi a Lecco e Monza. Ieri vertice a Milano
Le Province della Lombardia non accettano di venir tagliate senza avere voce in capitolo. E ieri mattina si sono riunite a Palazzo Isimbardi, sede dell’amministrazione provinciale di Milano, per mettere a punto una controproposta da formulare al governo, puntando, tra l’altro, sull’accorpamento. Operazione che vede Como in prima linea.
In questi giorni si è parlato di possibili fusioni di Como con Lecco o con Sondrio. L’ultima ipotesi emersa vedrebbe Como entrare a far parte della
Grande Brianza, maxi-provincia che riunirebbe sotto un’unica amministrazione Como, Lecco e Monza.
L’esecutivo guidato dal premier Mario Monti, per ridurre i costi della politica ha dapprima annunciato di voler abolire le Province, poi ha parlato di accorpamento. Con il decreto Salva Italia ha poi bloccato il rinnovo delle amministrazioni provinciali in scadenza di mandato, commissariando una manciata di Province italiane, tra cui Como. E proprio il decreto del governo è finito nel mirino delle Province lombarde.
«Il “Salva Italia” non salva proprio niente: propone un risparmio di appena 70 milioni di euro all’anno, mentre la nostra proposta consente di abbattere i costi complessivi della spesa pubblica di oltre 5 miliardi di euro all’anno». Lo ha dichiarato ieri il comasco Leonardo Carioni, numero uno dell’Unione Province Lombarde (Upl), a margine del consiglio direttivo dei presidenti che si è tenuto a Palazzo Isimbardi.
«Non ci opponiamo minimamente a una riorganizzazione del livello intermedio di governo territoriale – ha sottolineato Carioni – che anzi riteniamo doverosa. Tuttavia vogliamo che venga fatta con intelligenza. Per questo, accanto a un’imprescindibile razionalizzazione delle Province, proponiamo una riduzione degli uffici periferici dello Stato e l’eliminazione totale di tutti quegli enti “carrozzoni”, come Consorzi, Unioni di Comuni, Enti parco e così via, che per la quasi totalità svolgono funzioni clone e rappresentano un’enorme fonte di spesa pubblica. In questo modo le Province rimarrebbero enti di primo livello, con amministratori democraticamente eletti, e i Comuni continuerebbero a poter contare su un punto di riferimento intermedio tra loro e la Regione».
Nel corso della riunione si è parlato anche dell’ipotesi di accorpare alcune realtà territoriali per ridurre il numero degli enti in Lombardia. Ipotesi che, come detto, potrebbe portare Como a unirsi a Lecco e Monza.
«Quanto all’accorpamento delle Province – ha detto il presidente di Palazzo Isimbardi e vicepresidente vicario dell’Upl, Guido Podestà – stiamo ragionando sull’esperienza maturata dal Piemonte, che ha proposto una considerevole riduzione da 8 a 4 enti. Crediamo che un’operazione del genere possa essere trasposta in Lombardia: dalle attuali 12 province, potremmo giungere a 6-7 enti».

Marcello Dubini

Nella foto:
Villa Saporiti, sede dell’amministrazione provinciale di Como, che potrebbe unificarsi con Lecco e Monza nella “Grande Brianza”
12 maggio 2012

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