Accusata dell’omicidio del marito, concessi i domiciliari

I carabinieri sulla scena dell'omicidio di Carugo

Il giudice Carlo Cecchetti ha accolto l’istanza presentata dai legali di Daniela Rho che dunque può uscire dal carcere. O, meglio, potrà farlo quando ci sarà la disponibilità dei braccialetti elettronici per controllarne gli spostamenti. Apparecchiature per cui bisogna essere inseriti in una sorta di lista, in attesa che se ne liberi qualcuna. Cosa che fino a ieri non era avvenuta.
La Rho ha così ottenuto l’attenuazione della misura cautelare che verrà commutata nella detenzione ai domiciliari nella casa dei genitori a Carugo, in attesa che la propria posizione venga definita con il rito Abbreviato come chiesto nell’udienza preliminare di inizio settimana. Daniela Rho era stata arrestata il 5 ottobre 2016 con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio del marito, l’architetto Alfio Molteni, ucciso con un colpo di pistola sull’uscio di casa mentre chiudeva il cancello di ingresso. La donna abbandonerà dunque la cella del Bassone dove fino a oggi è rimasta dopo nove mesi di detenzione. L’istanza era stata avanzata dai legali della signora, l’avvocato Giuseppe Sassi e la collega Elena Pontello.
A motivare la richiesta sia la confessione ampia e dettagliata rilasciata in due diverse occasioni dalla Rho – prima al pm nell’interrogatorio del 6 maggio, poi nel corso di un incidente probatorio – sia il fatto che ormai la vicenda è cristallizzata con le molte persone arrestate che hanno o già definito la propria posizione o che comunque sono in procinto di farlo.
Tutti motivi che per la difesa avrebbero fatto venir meno il presupposto delle esigenze cautelari della custodia in carcere, aprendo la strada all’affievolimento della misura che porta ai domiciliari con l’utilizzo del braccialetto elettronico.
Il gip – dopo che il pm aveva dato parere favorevole – ha accolto l’istanza che tuttavia, come detto, non potrà essere immediatamente eseguita in quanto non c’è ancora la disponibilità dei braccialetti elettronici voluti dal giudice. Si tratta di una apparecchiatura che l’indagata porterà addosso e che sarà tarata da appositi tecnici e dai carabinieri con il perimetro della casa della famiglia Rho. Una volta che la signora dovesse superare il limite consentito, allontanandosi dalla casa, partirebbe immediatamente una segnalazione alla caserma dell’Arma.
L’architetto Alfio Molteni, che da mesi era vittima di episodi di stalking, rimase ucciso sotto casa a Carugo il 14 ottobre 2015 al termine di quello che avrebbe dovuto essere un ennesimo atto intimidatorio ordito dalla moglie (accusata di essere la mandante dell’omicidio) e dall’amante, Alberto Brivio, che era anche il commercialista di famiglia.
La Rho aveva ammesso di aver commissionato gli atti intimidatori nei confronti del marito per non fargli ottenere l’affidamento delle figlie. La donna aveva però negato di aver voluto l’uccisione di Molteni.
M.Pv.

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