Acsm-Agam, il centrosinistra si spacca. Pd favorevole, Traglio si astiene

Maurizio Traglio

Non c’è pace per il centrosinistra. Nemmeno in periferia. A Como, Partito Democratico e Svolta civica si dividono sulle scelte relative al futuro di Acsm-Agam.
Favorevole il Pd, che vota in commissione con la maggioranza la delibera sulla fusione con le altre società delle province pedemontane.
Astenuta invece Svolta civica, che con l’ex candidato sindaco Maurizio Traglio dà giudizi molto severi sull’esito della trattativa condotta dalla giunta in questi mesi.
«Mi sono astenuto perché un progetto di fusione così importante e significativo per lo sviluppo industriale di Acsm-Agam andava negoziato in termini più favorevoli per Como», dice Traglio. Il quale evidenzia almeno due errori: «Non aver ottenuto un secondo consigliere di amministrazione e aver ceduto la sede della holding a Monza».
Ieri pomeriggio, in Sala Stemmi, la commissione IV presieduta da Giampiero Ajani ha discusso per quasi tre ore i contenuti della delibera che verrà portata in consiglio comunale lunedì prossimo. Un testo di fatto “blindato”, impossibile da emendare e il cui contenuto resta ancora in parte segreto, dato che ai componenti della commissione è stato addirittura imposto un accordo di riservatezza per la parte relativa agli assetti futuri della multiutility. In realtà, gran parte di queste informazioni è nota e già ieri il Corriere di Como ne ha dato notizia con alcune anticipazioni.
Tra le novità emerse in commissione sono di un certo rilievo la tabella di marcia verso la nascita della nuova società, l’onorario pagato (e da pagare alla fine del percorso) all’advisor che si è occupato di studiare l’operazione e l’accordo sulla presidenza a rotazione tra i Comuni di Como, Lecco e Monza.
Andiamo con ordine. Entro la fine di quest’anno, i soci pubblici di tutte le aziende interessante alla fusione dovranno votare in consiglio comunale la delibera di indirizzo e l’allegato sugli assetti futuri. A gennaio saranno le società a deliberare sulla fusione mentre a febbraio si dovranno concludere i passaggi istituzionali con il voto definitivo nei vari consigli comunali dei nuovi patti parasociali. Il closing è invece fissato al 31 marzo, con l’ok delle autorità di controllo.
L’advisor che ha seguito le varie fasi dell’operazione incasserà 750mila euro di parcella. Se l’aggregazione avrà esito positivo, si vedrà corrisposto un ulteriore onorario di 750mila euro.
Sulla rotazione degli incarichi di vertice della governance, è stato raggiunto forse l’unico accordo in grado di accontentare tutti. L’amministratore delegato sarà nominato da A2A (cosa che succede già adesso), mentre Como, Monza e Lecco avranno a turno il presidente e un vicepresidente. In pratica, A2A condurrà l’azienda sul piano operativo senza alcun ostacolo, mentre i soci pubblici più rappresentativi si alterneranno alla guida del consiglio di amministrazione ogni tre anni.

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