Acsm-Agam: ecco come Landriscina ha “blindato” l’accordo

Mario Landriscina

Una telefonata del sindaco Mario Landriscina al consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri è servita, nei giorni scorsi, a rassicurare il primo cittadino di Como sull’esito favorevole del progetto di fusione di Acsm-Agam con le altre aziende multiutility del Nord pedemontano.
In politica è normale confrontarsi sui temi più importanti, e talvolta è anche un bene che maggioranza e opposizione si parlino. Certo è che su Acsm- Agam Landriscina, ottenendo il sì preventivo del Partito Democratico, ha in qualche modo anestetizzato i molti mal di pancia interni alla sua coalizione. E, in particolare, quelli del gruppo di Fratelli d’Italia, pure favorevole alla delibera ma pronto a presentare lunedì prossimo in consiglio comunale un ordine del giorno nel quale chiederà maggiori garanzie sul piano industriale e una trattativa sul rafforzamento della presenza lariana negli organismi di controllo della futura società.
Una parte della maggioranza e una parte dell’opposizione pensano comunque che l’accordo raggiunto con Monza e gli altri interlocutori istituzionali sia stato al ribasso.
Se tutti, almeno a parole, dicono di condividere l’operazione da un punto di vista industriale, non sono pochi quelli che giudicano troppo risicato il risultato raggiunto in sede di trattativa dai due “negoziatori” lariani, l’assessore Adriano Caldara e Mario Rezzonico (quest’ultimo esponente della lista civica di Landriscina e diretto collaboratore del sindaco).
Nel documento allegato alla delibera, il cui testo sarebbe dovuto rimanere riservato almeno fino all’approvazione in consiglio comunale, sono elencati in modo chiaro i futuri “pesi” dei soci pubblici e privati: A2A 40%, Lario Reti 20%, Comune di Monza 10%, Comune di Como 10%, capitale flottante 10%, Comune di Sondrio 3,5%, Comune di Varese 1,5%, altri soci (ovvero l’insieme dei Comuni della Valtellina proprietari di quote della Aevv) 5%. È chiaro che portare a casa un solo consigliere di amministrazione, alla pari di Sondrio, ha fatto storcere il naso a qualcuno. Ma l’accordo ormai è blindato. E indietro non si torna. Non più.
Da. C.

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