Addio a Piergiorgio Cairoli, padre del turismo

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Lutto in città
Guzzetti: «Il territorio perde un uomo che si è sempre messo al suo servizio»

Si è spento giovedì notte Piergiorgio Cairoli, uno dei padri dell’ultimo boom turistico del Lago di Como. 
Esponente di spicco della Democrazia Cristiana, Cairoli aveva 78 anni. Era stato sindaco di Casasco per 24 anni, presidente dell’Ente del Turismo provinciale, poi Apt e ancora presidente della Comunità Montana Lariointelvese. L’ultimo saluto verrà dato nella parrocchia di Casasco domani nel primo pomeriggio.

Diverse personalità a livello locale e nazionale hanno voluto ricordare ieri il suo operato.
Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo ricorda: «Un grande presidente dell’Ente turistico. Un uomo che si metteva sempre al servizio della comunità. Dove Piergiorgio Cairoli andava – ricorda Guzzetti – portava la sua passione, la sua competenza e dedizione».
«Erano anni, quelli, anche molto vivaci nella  politica e nelle istituzioni – dice ancora Guzzetti –  ma Cairoli è sempre stato uomo di collaborazione e non di rottura».

Si dice «affranto e addolorato – il senatore del Nuovo Centrodestra Roberto Formigoni – Conoscevo bene Cairoli e perdo un amico che mi voleva bene. Ci siamo sempre stimati. Ricordo una persona integra, con la schiena dritta fino in fondo. Ha sempre lavorato al bene della sua terra e della sua gente».
Giovanni Pontiggia, presidente della Bcc di Alzate Brianza, ha avuto un rapporto politico e professionale con Cairoli.
«Era una persona socievole e affabile, per nulla rancorosa – dice – Fu anche uno stimato collaboratore della Bcc. Da un punto di vista politico appartenevamo a due correnti diverso, ma l’interesse del partito era sempre il bene primario. Credo che tutti debbano ricordare quanto ha saputo fare per il lancio del territorio. Fu lui a scommettere su eventi sportivi come il “Giro di Lombardia” a Como». 
Dipendente della Bnl, poi del Banco Lariano, prima di passare alla Bcc e alla Banca dei Laghi, Cairoli, nell’istituto di credito di piazza Cavour, fu un collaboratore di Piercesare Bordoli. 
«Era una cara persona, con una grande voglia di fare politica – ricorda il presidente della Famiglia Comasca – Ci siamo anche trovati alleati quando venne dismesso il Patria, una vittoria che si deve anche a lui». Commosso anche il legame del consigliere regionale ed ex sindaco di Argegno, Francesco Dotti: «È stato il faro della politica di Como e della Valle Intelvi. Ho perso un amico e un maestro».
Il presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi, parla dell’amicizia con Cairoli.
 «Siamo anche della stessa classe, era lui il presidente della Stecca – ricorda – In associazione aveva un legame strettissimo con il mio predecessore, Felice Bernasconi, e consolidammo così un rapporto di stima reciproca. Era un democristiano puro, al 100%. Si interessava di tutto e di tutti e aveva sempre la battuta pronta». Daniele Brunati, coordinatore del Consorzio Como Turistica, ha raccolto in un certo senso l’eredità di Cairoli nella promozione del territorio. 
«Era una persona distinta, colta, capace di trattare con tutti. Un’icona per il turismo – dice Brunati – Io ero più giovane e irruente e così all’inizio nel nostro rapporto non mancò qualche piccola frizione – ricorda – Cairoli rappresentava il territorio e tutta la promozione turistica passava da lui. Credo che abbia gestito il suo lavoro egregiamente e scritto pagine fondamentali nella storia del settore». 
Toccante anche il ricordo dell’ex dipendente dell’Ept, Giuseppe Pisilli. «Fu Cairoli ad assumermi nel luglio del 1975 – ricorda – Erano anni di grande promozione del territorio e c’erano anche le risorse. Ricordo che organizzò un evento per Natale in piazza Cavour. Presentava Pippo Baudo: spettacolo e tombolata».
«Era un bravo presidente – dice ancora – una persona sensibile alle innovazioni, all’aggiornamento per la promozione turistica. Con Cairoli organizzammo a titolo sperimentale le prime gite scolastiche a Como, pubblicammo la Storia di Como a fumetti. Era un vulcano di idee. Un vero presidente. Fu il primo a capire che fare promozione, andare sui giornali, in televisione era fondamentale per lo sviluppo turistico del territorio».
«Ho appena parlato con gli altri colleghi di allora, per tutti sarà una figura insostituibile – dice ancora Pisilli – Cairoli non era un tecnico, ma era in grado di comprendere la validità di un progetto e muoversi a livello politico per trovare fondi e finanziamenti. Avviò l’Autunno gastronomico lariano, potenziò la Sagra di San Giovanni. Si inventò la figura di Ambasciatore turistico del Lago di Como. Un riconoscimento dato anche a Gianni Versace, che ci ricevette a Villa Fontanelle e si impegnò a promuovere il territorio».
Forte il legame di Cairoli anche con la Curia comasca. Accompagnò l’allora cardinale Joseph Ratzinger e il vescovo Alessandro Maggiolini in una gita sul Lago di Como (nella foto).
Paolo Annoni

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