Addio a Lizzani. Sognava un film su “Lariowood”

Lutto nel cinema  Uno dei registi più celebri del cinema italiano, Carlo Lizzani, ieri è morto suicida a Roma all’età di 91 anni. Aveva reso omaggio al Lario e alla sua storia nel 1974, con uno dei suoi lavori più noti, Mussolini: ultimo atto. «È stato un periodo straordinario – aveva ricordato in una intervista al “Corriere di Como” firmata da Andrea Giordano nel 2010 – soprattutto per la possibilità di vivere e lavorare nei luoghi dove si erano svolti realmente quei fatti drammatici alla fine della

Seconda guerra mondiale. Sul set la collaborazione della popolazione è stata bellissima, abbiamo girato 8 settimane in inverno sulle rive del lago, a Tremezzo, un posto devo dire davvero suggestivo. E lì ci siamo sentiti tutti come una grande famiglia».
Carlo Lizzani tornò a lavorare sul Lario dopo quel film di argomento storico: «Feci un noir che si chiamava La trappola con Johnny Dorelli. Soggiornammo a Cernobbio, altro luogo meraviglioso dove poi sono tornato altre volte».
Sul fenomeno “Lariowood” Lizzani si era detto favorevolmente impressionato, richiamando alle antiche radici dell’amore del cinema per il lago: «Il lago negli ultimi anni è diventato davvero terreno fertile per registi, autori, ma in realtà non lo si scopre oggi; c’è stato infatti un precedente molto importante con Piccolo Mondo Antico di Mario Soldati». Il suo sogno? «Girare un grande documentario, della durata di 40-50 minuti, su Como e il lago, ma anche su questo fiorire che sta avendo la città grazie al cinema, citando pellicole importanti girate nelle vostre zone». Peccato, non lo vedremo mai.

L.M.

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