Addio a Manni, talent scout letterario

scrittura letteratura poesia

Uno che, per dirla con Raffaele Crovi, amava «corteggiare la creatività altrui» stimolandone le risorse civili: questo è stato da sempre Piero Manni, l’editore di Lecce appena scomparso all’età di 76 anni, “inventore” di una piccola-grande casa editrice che porta il suo nome e di “L’Immaginazione”, tra le più importanti e accoglienti riviste da 35 anni a questa parte.
Manni come editore ha avuto fino a tempi recenti rapporti molto stretti con Como, collaboratori e autori. Tra i primi, Antonio De Marchi Gherini, di Gera Lario, generoso illustratore di molte copertine della rivista, con sue opere visive. Tra gli autori, da segnalare il compianto Beppe Puntello col suo Uomini di onore (2009), ambizioso romanzo ambientato nel teatro di una Sicilia governata da rapporti di potere di atavica arretratezza. Senza dimenticare Raffaele Crovi, amico di Como e del comasco (ricordo un libro, La parola ai figli, 1994, tutto incentrato su personaggi e situazioni comasche), che a Manni aveva dato Diario del sud, 2005). Ma sono soprattutto due, Maria Corti ed Edoardo Sanguineti, i fiori all’occhiello “comaschi” di Manni. Maria Corti, signora della critica e della narrativa italiana, era legata a Como e al territorio per trascorsi scolastici (era stata docente al Liceo “Volta”) e soprattutto per la storica casa di Pellio in Val d’Intelvi, ereditata dalla famiglia materna (dal 2002 la studiosa riposa nel cimitero che sorge lì accanto). Con Manni aveva pubblicato nel 2000 una deliziosa raccolta di testi narrativi, Storie, in cui il paesaggio lariano ha un ruolo significativo come teatro della vicenda, abbastanza autobiografica, di Margherita, una giovane insegnante, che in tempo di guerra matura una sua “educazione sentimentale” tra Chiari, Milano e Como, in Tradimento spirituale, e più ancora nella patetica storia, di ambientazione comasca e intelvese, del giovane pastore Adriano, con la passione per la musica, e della sua fedele innamorata Lena, in Erbonne: il soverchiante peso del destino. Edoardo Sanguineti con Manni aveva pubblicato nell’86 la raccolta Novissimum Testamentum, una delle prime realizzazioni della neonata casa editrice.
Il testo che dà il titolo all’opera Sanguineti lo aveva composto per un evento comasco di poesia, una “24 ore di poesia”, tenutosi nel novembre del 1982, alla Scuola Media Foscolo, mentre un altro testo, Astrolapsus , un mese dopo aveva voluto dedicarlo alla nascita di mia figlia Eloisa.
Vincenzo Guarracino

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