Addio al giornalista Franco Bartolini, cronista di razza che amava l’italiano

altLutto nell’informazione
Ha collaborato al “Corriere di Como” fino al 2011
Pare di sentire ancora i suoi passi lungo i corridoi, accompagnati da un leggero tossicchiare che preannunciava il suo arrivo con la pagina in mano alla scrivania del redattore di turno.

Un po’ imbarazzato, un po’ indignato, un po’ soddisfatto di aver trovato la parola di un titolo o la frase di un testo che proprio non andava bene, “il Bartolo”, come tutti qui in redazione chiamavano Franco Bartolini, porgeva il foglio con un altro lieve colpo di tosse, un’occhiataccia e, immancabile, la nuova soluzione proposta. Poi si voltava e tornava al suo controllo di qualità di collega esperto e strenuo difensore della lingua italiana. 

Se n’è andato ieri all’eta di 78 anni, dopo una malattia che non perdona, questo giornalista professionista che ha collaborato al “Corriere di Como” dal primo giorno fino al 2011.
A tutti ha insegnato qualcosa: come sfrondare nella scrittura quanto è di troppo, come evitare le ripetizioni, come privilegiare la chiarezza senza cedere alla sciatteria… Una semina difficile, accettata con qualche sbuffo dagli interessati di turno, poi grati per quelle lezioni offerte da un burbero sempre con il cuore in mano.
Vecchia scuola quella di Franco Bartolini, che da decenni viveva nell’Erbese, ultimamente a Monguzzo. Nella sua carriera aveva lavorato a lungo alla “Notte” e scritto per vari quotidiani nazionali.
Celebri i suoi aneddoti. Negli “anni di piombo” del terrorismo il suo telefono squillava e, all’altro capo del filo, una voce sibilava: «Prendi la matita e scrivi». Gli arrivavano così le comunicazioni relative alla lotta contro lo Stato.
L’attività di Franco è stata avventurosa, pronto com’era a qualsiasi impresa pur di arrivare sul posto prima degli altri, che si trattasse della tragedia di Longarone o della morte di Giangiacomo Feltrinelli accanto a un traliccio di Segrate. Aveva conosciuto i grandi del giornalismo e non solo. Un nome su tutti: Dino Buzzati. E, a sua volta, negli anni della pensione, aveva scritto libri e si era cimentato con successo anche da fotografo.
Per l’Editoriale srl aveva pubblicato “Como Nascosta”, “Lario Nascosto” e i “Castelli da scoprire del Lario e del Ticino”, con suoi testi e immagini. Nel 2012 aveva ricevuto la medaglia d’oro dell’Ordine dei giornalisti riservata agli iscritti da cinquant’anni.
La vita di Franco era stata segnata dalla tragica morte di una figlia, ancora bambina, portata via da un male incurabile. Un dramma di cui parlava poco e solo con chi considerava davvero amico. Nel 2013 aveva perso la mamma, a cui era legatissimo, che aveva tagliato il traguardo dei 102 anni.
Due settimana fa, tramite la moglie e collega Anna Fiume, aveva voluto far sapere di essere ricoverato all’ospedale di Lecco, quasi presagisse che questa volta sarebbe stato difficile per lui, che ne aveva passate tante, vincere la battaglia più importante. Ieri, quando era da poche ore all’hospice “Il Gelso” di Ca’ Prina a Erba, ha dovuto accettare la sconfitta. Alla moglie, alla figlia e ai familiari tutti giungano in questo momento di dolore e di lutto i sentimenti di vicinanza e le condoglianze di tutto il “Corriere di Como”: compagine societaria, direzione, redazione, fotografi, poligrafici, reparto amministrativo.
Addio Franco e grazie di tutto. Lo so, avresti corretto anche queste righe.

Marco Guggiari

Nella foto:
Franco Bartolini era nato a Milano il 21 settembre del 1935. Nel 2012 è stato premiato dall’Ordine dei Giornalisti per i 50 anni di attività professionale

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