Addio al pittore Pierangelo Bocci
Cultura e spettacoli, Territorio

Addio al pittore Pierangelo Bocci

 

Il logo della Fondazione Castellini ideato da Pierangelo Bocci Il logo della Fondazione Castellini ideato da Pierangelo Bocci

Pierangelo Bocci in una foto d'archivio Pierangelo Bocci in una foto d’archivio

 

Si sono svolti nella mattinata  nella chiesa di Cremia, in frazione Vignola, i funerali di Pierangelo Bocci, pittore e docente nato a Como nel 1930, scomparso lunedì. L’artista aveva compiuto studi al Collegio Gallio di Como e nel 1949 era stato allievo dei corsi di pittura e decorazione nella scuola d’arti e mestieri Castellini di Como.L’anno dopo, vi è entrato come docente, iniziando una carriera didattica lunga ben 46 anni, lavorando per lo più nel settore moda e nel disegno tecnico e ornamentale. Alla Castellini Bocci è stato coordinatore didattico e presidente dell’Associazione Ex Allievi. In gioventù, ha appreso l’arte del disegno e della pittura da Torildo Conconi e ha appreso molto “sul campo” attraverso il confronto con altri pittori tra cui gli astrattisti Aldo Galli, dal quale ha imparato ad effettuare restauri pittorici, e Mario Radice. La vera palestra che ha affinato il suo gusto e la ricerca pittorica personale è stata l’esperienza dell’Associazione Belle Arti presieduta da Radice, di cui Bocci fu segretario e vicepresidente, e che tra gli anni ’60 e ’70 riuniva diversi artisti che si sono impegnati per tenere alto l’interesse per le diverse forme artistiche a Como, promuovendo diverse mostre collettive e conferenze.

“Lo ricordo come una persona riservata e soprattutto metodica – dice il direttore dell’istituto Castellini, Fabio Giunco – Tutto quello che faceva era frutto di una riflessione profonda. Aveva un senso dell’introspezione molto forte, che si traduceva nel suo metodo di espressione artistica. Penso in particolare all’impiego, in lui molto frequente, di forme modulari come elementi geometrici che dovevano costruire lo spazio. Ricordo il suo gusto per il segno, sempre molto misurato, e per l’uso ponderato del colore. Non c’era mai nulla d’impreciso nelle modalità di esecuzione di un lavoro di Bocci. Ogni immagine era frutto di un’analisi dello spazio in cui doveva predominare l’equilibrio, ogni elemento era in armonia con gli altri”. Si deve tra l’altro a Bocci l’attuale logo della Fondazione Castellini: le quattro torri che circoscrivono le mura della città di Como sintetizzate con quattro volumi che risaltano prospetticamente proprio grazie all’uso armonico del colore.

9 gennaio 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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