Adesioni record al corso per diventare arbitri di calcio

Soddisfazione per la sezione Aia cittadina
Una quarantina di giovani si sono iscritti. E stasera c’è un’ulteriore possibilità
Un successo: il corso per arbitri di calcio promosso dall’Aia di Como ha avuto importanti riscontri: alla prima riunione, martedì scorso, sono stati infatti una quarantina i ragazzi che hanno deciso di iscriversi. E, per chi non lo avesse ancora fatto, anche oggi c’è una ulteriore possibilità per chi volesse mettersi alla prova.
L’appuntamento è fissato a partire dalle 20.30 nella sede dell’associazione, in via Badone 2 a Como. Ad accogliere i ragazzi e a spiegare perché bisognerebbe

diventare arbitri ci saranno Emilio Ostinelli, direttore di gara lariano di serie A, il presidente della sezione lariana Adriano Sinibaldi e la direttrice del corso, Elena Tambini. Senza dimenticare gli altri istruttori e arbitri della nostra città, pronti a raccontare le loro esperienze e a dare importanti e utili consigli.
Un dato rilevante è la forte presenza di donne tra i ragazzi che hanno scelto di iscriversi, ben 15.
«Siamo soddisfatti – ha commentato Emilio Ostinelli – L’adesione è andata ben oltre le nostre aspettative. E speriamo che altre persone decidano di aderire».
Come detto, questa sera c’è un’ulteriore ultima possibilità per partecipare al corso, con una nuova serata illustrativa. La partecipazione (gratuita, con la possibilità di avere la tessera per entrare negli stadi) è aperta a tutti, uomini e donne, di età dai 15 ai 35 anni.
Alla sede di Como dell’Associazione italiana arbitri attualmente fanno capo 220 direttori di gare di calcio: quella lariana è la quarta sede, per numeri, in Lombardia, preceduta soltanto da Bergamo, Brescia e Milano.
Ma perché diventare arbitri? Lo ha spiegato, poche settimane fa in città Marcello Nicchi, presidente dell’Aia nazionale: «Questa è una opportunità importante per avvicinarsi al mondo dello sport – ha detto – E in una fase non facile per tutta la nostra società civile può essere la via giusta frequentare un ambiente sano, che tutela l’attività fisica e cerebrale. Gli arbitri hanno sempre una marcia in più».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Emilio Ostinelli (primo a sinistra), arbitro di serie A, e gli istruttori del corso organizzato dalla sede comasca dell’Aia

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