Adriano Celentano compie 80 anni. A Como e Cantù, nei suoi film è stato “innamorato pazzo” e “bisbetico”
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Adriano Celentano compie 80 anni. A Como e Cantù, nei suoi film è stato “innamorato pazzo” e “bisbetico”

«Come ho conosciuto Cantù? Grazie ad Adriano Celentano, che giocava a basket in una scena del film Il bisbetico domato». Dmitry Gerasimenko si era presentato con questa battuta ai giornalisti che affollavano la piccola sala stampa del Pianella.
A suo modo un tributo al “Molleggiato”, che oggi compie ottant’anni.
Un personaggio, Adriano Celentano appunto, da sempre legato al Lario. Non è un caso che abbia scelto di vivere a Galbiate, in provincia di Lecco, in una casa con vista sul Lario. Molti, quindi, gli incroci con il nostro territorio.
Con la moglie Claudia Mori, ad esempio, nel luglio del 2014 ha scelto Bellagio per festeggiare i 50 anni di nozze con una cerimonia nella chiesa di San Giacomo, poi al Grand Hotel Villa Serbelloni. Tra gli ospiti, Gianni Morandi.
La “coppia più bella del mondo” si era sposata nella notte fra il 14 e il 15 luglio del 1964 a Grosseto. L’orario delle nozze fu spostato continuamente proprio per depistare giornalisti e fotografi. Una discrezione che hanno sempre cercato e che hanno trovato sul Lario, terra dove notoriamente i Vip vengono lasciati in pace.
E proprio per questa scarsa propensione alle apparizioni pubbliche, in molti sono rimasti sorpresi quando Celentano – con un colpo di scena dei suoi – una sera del dicembre 2010 piombò in un’aula della scuola professionale Ripamonti di Como.
Un’improvvisata a un gruppo di studenti che stava partecipando al “Grande Pasquale”, un reality show dell’istituto cittadino. Un incontro organizzato in sordina, nel massimo riserbo, per evitare telecamere e giornalisti.
Missione compiuta: nell’aula, oltre al Molleggiato, c’era una trentina di studenti. Increduli. Lui, disponibilissimo, parlò a ruota libera.
Un Adriano Celentano che per due suoi famosissimi film ha scelto location comasche. Il primo, in ordine di tempo, fu Il bisbetico domato, del 1980. Lui interpreta Elia, agricoltore che per scelta vive in isolamento nel paese di Rovignano e che veniva corteggiato da Ornella Muti. Nel finale, quando lei si era arresa e aveva trovato un altro uomo, Celentano-Elia la riconquista giocando una strepitosa partita di basket con i colori del Rovignano.
Le fasi di quel match furono girate alla palestra Parini di Cantù e l’avversario della squadra dell’immaginario paesino – il cui allenatore era Don Cirillo, interpretato da Pippo Santonastaso – era proprio la squadra brianzola, all’epoca sponsorizzata dalla Squibb. Di fatto la scena madre del film: dopo aver segnato il canestro della vittoria Celentano sale sugli spalti e dichiara il suo amore a Lisa Silvestri (Ornella Muti), che poi sposerà.
La città di Como fu coinvolta direttamente in Innamorato pazzo, girato l’anno seguente, anche se il capoluogo lariano fu “spacciato” per Roma. In questa pellicola Celentano è Barnaba, un autista dell’Atac che conosce per caso Cristina (ancora Ornella Muti), figlia dei regnanti dello Stato di Saint Tulipe, in visita di Stato a Roma. Dopo una lunga serie di peripezie Barnaba riesce a impalmare la principessa.
Nelle scene del film, come detto, a Como viene simulata la città di Roma. Il capolinea della linea di bus è in via Cantoni – riconoscibilissima – davanti a Villa Olmo, che ospita l’ambasciata di Saint Tulipe. Molte scene sono ambientate all’interno e all’esterno della storica dimora neoclassica.
La scena finale – con la popolazione che regala soldi a Barnaba-Celentano per finanziare il suo matrimonio – è invece ambientata in via Volta (anche in questo caso decisamente riconoscibile). E non mancano i comaschi che spesso ricordano di aver assistito al set in presa diretta. Paesaggi lariani si riconoscono anche in Mani di velluto (con Eleonora Giorgi) e in Bingo Bongo.

6 gennaio 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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