Adriano Galliani: «Il Monza venga tutelato. Impensabile una mancata promozione»

Calcio. Monza-Giana Erminio

Sedici punti di vantaggio nei confronti della seconda, la Carrarese. Fino a che è andato in scena, il girone del Como ha visto come assoluto protagonista il Monza. E proprio ieri Adriano Galliani, dirigente della società di Silvio Berlusconi, ha affrontato il discorso della sorte del torneo in una intervista rilasciata a Radio 24, spiegando di essere pronto a battersi su ogni fronte per vedersi riconoscere la promozione.
«Mi auguro possa ancora accadere che il Monza, con sedici punti di vantaggio dalla seconda a undici giornate dalla fine, salga in serie B – ha detto Galliani – Spero che il campionato termini regolarmente e ci venga riconosciuto quel vantaggio abissale conquistato sul campo».
«Dovesse finire qui, non accetteremmo un congelamento della situazione – ha aggiunto – abbiamo vinto il campionato, per cui faremmo ricorso ovunque. Non si può pensare che il Monza, dopo gli investimenti e i punti fatti, resti in serie C e l’ultima della B resti in B».
Sul fronte del taglio degli stipendi, tema caldissimo in questi giorni, Galliani ha spiegato: «Serve lavorare caso per caso, è impossibile fare ragionamento di sistema. Il rapporto fra il calciatore più pagato della A e quello che guadagna meno in C è di 1 a 2.000. Anche all’interno della stessa squadra non si può applicare una stessa percentuale. Ho deciso, d’accordo col presidente Berlusconi, che avrei toccato solo gli stipendi della prima squadra e dell’allenatore. Tutti gli altri non hanno avuto un euro di riduzione. Secondo equità, l’ho ridotto del 50% a chi non creava danni particolari e loro hanno detto di sì un minuto dopo. I calciatori del Monza guadagnano più della media della C. Non ho chiesto nulla ai massaggiatori o a tutti coloro che avrebbero avuto problemi ad andare nei supermercati».

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