Affittacamere “truffaldini” sul Lario. Grido d’allarme di Confcommercio

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Occhio ai furbetti
Crescono gli abusi da parte di attività ricettive che sfuggono a oneri e leggi

Turismo, attenzione a falsari e furbetti che propongono ospitalità a prezzi concorrenziali ma senza pagare il dovuto dazio allo Stato e senza rispettare le regole. Ossia con la classica concorrenza sleale.
Sul Lario si registra infatti uno «sviluppo incontrollato di attività ricettive abusive». Parola di Confcommercio, che ieri ha diffuso un comunicato durissimo sul delicato argomento chiedendo che si prendano al più presto provvedimenti amministrativi seri e severi.
La categoria

è seriamente preoccupata per un fenomeno che diventa sempre più evidente nel territorio: il proliferare di strutture ricettive che spesso si connotano come bed&breakfast, appartamenti in affitto, residence, senza averne le reali caratteristiche.
«Sono stati denunciati casi in cui proprietari di immobili “sfrattano” i propri inquilini nell’ottica di trasformare gli appartamenti in strutture ricettive», denuncia Confcommercio che sul tema ha inviato ieri una lettera ai Comuni della Provincia di Como, nonché all’amministrazione provinciale.
Confcommercio, come detto, spara ad alzo zero sul fenomeno dell’abusivismo nell’accoglienza turistica.
«Questo non significa fare turismo – afferma infatti il direttore di Confcommercio Como, Graziano Monetti – Questo significa improvvisarsi operatori del turismo e fare concorrenza sleale alle imprese che invece svolgono l’attività in modo responsabile e sono soggette a obblighi, adempimenti e controlli per la sicurezza delle strutture stesse e degli ospiti. Per non parlare poi dei pesanti oneri fiscali tributari che appesantiscono sempre di più le imprese».
Oltre all’accoglienza truffaldina c’è anche il danno d’immagine. La preoccupazione maggiore è infatti che tali strutture non solo agiscano al di fuori delle regole commerciali e delle dovute autorizzazioni ma diffondano la loro offerta sul web, screditando così l’intera categoria turistico-alberghiera del nostro territorio.
Anche il consigliere dell’associazione albergatori Antonio Corbella esprime la sua opinione: «Quando il soggetto proprietario di un b&b non alloggia (non basta la residenza) o pubblicizza di poter offrire anche 15 stanze (la normativa prevede un massimo di 4 stanze), siamo in chiara violazione delle norme».
Un vero peccato, a poco più di un anno dall’Expo, che Como manifesti simili inefficienze sul fronte dell’accoglienza turistica. Le stime parlano di 21 milioni di persone in visita all’esposizione universale del 2015, per il 30% provenienti dall’estero. Un’occasione da non sprecare per il sistema turistico di Como e del Lario, che vedrebbe di buon occhio ogni possibilità di dirottare sulla nostra provincia un po’ di quei milioni di turisti attesi per l’evento.

Nella foto:
Turisti con i loro bagagli in piazza Cavour a Como. Il rischio di veder fuggire la clientela per un’offerta non adeguata alle normative vigenti è alto (foto Fkd)

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