Affitti comunali, caos incredibile. Canoni sballati: è colpa del computer

Software inadeguato, cifre imprecise. Cenetiempo: «Rimedieremo»
Non c’è pace per l’ufficio Patrimonio di Palazzo Cernezzi. L’autunno caldo è destinato a proseguire e ad arricchirsi di un altro capitolo problematico. In quest’ultimo caso i nodi sono relativi a due aspetti finora poco noti. Il primo riguarda la stangata che quest’anno si è abbattuta su quasi tutti gli inquilini di Palazzo Cernezzi a causa del notevole ritardo con cui il Comune è stato in grado di tradurre in cifre il conguaglio sugli affitti risalente addirittura al 2008. L’altro nodo , tutt’altro che indifferente, interessa invece il metodo stesso con cui gli uffici hanno calcolato gli attuali canoni di affitto.

Sembra infatti che il software con il quale il Comune ha elaborato i parametri di base per stilare i canoni si sia rivelato inadeguato. E che, di conseguenza, gli affitti finali chiesti ai cittadini possano essere in realtà errati, o perché troppo cari o addirittura perché inferiori al dovuto.
Un vero e proprio caos, dunque, che anche se sarà risolto – come promette l’assessore al Patrimonio Enrico Cenetiempo – certamente ha già dato luogo a concretissimi avvisi di pagamento che hanno lasciato di sasso gli inquilini.
Diversi i casi singoli (quindi non generalizzabili seppur eloquenti). Il primo riguarda un inquilino di un alloggio comunale in via Cosenz, il quale ha visto aumentare il canone di affitto dai 1.474 euro del 2010 ai 1.827 di quest’anno. Ma non solo, perché il vero nodo – come anticipato – è un altro. E cioè la presenza nello stesso bollettino di pagamento del canone di affitto di una richiesta di conguaglio pari a 533 euro. Una mazzata già di per sè, aggravata, però, da un ulteriore elemento: quei 500 euro e oltre risalgono al 2008 e alle modifiche legislative introdotte dalla Regione Lombardia per il calcolo dei canoni sociali addirittura del 2007. Il punto è che Palazzo Cernezzi è riuscito a quantificare esattamente l’ammontare dovuto dagli inquilini con 3 anni di ritardo. E la “sorpresa”, dunque, è finita nei bollettini di pagamento per l’anno in corso. Con una “minaccia” a piè di pagina: «I conguagli relativi agli anni 2009 e 2010 verranno richiesti contestualmente al canone 2012».
Le famiglie alle prese con un vero e proprio braccio di ferro con gli uffici comunali sono diverse. Altro caso concreto riportato dal consigliere di Rifondazione Comunista, Donato Supino. «Negli alloggi di via San Bernardino da Siena una famiglia con circa mille euro di reddito al mese e il figlio in cerca di lavoro si è vista aumentare la cifra complessiva da pagare da 570 euro a 1.800. E conosco situazioni analoghe anche per inquilini delle abitazioni di via Spartaco. Le famiglie non ce la fanno, servono più chiarezza e aiuti concreti».
Dal canto suo, l’assessore al Patrimonio Enrico Cenetiempo non nega i problemi ma si dice fiducioso. «I ritardi sulla quantificazione del conguaglio derivante dalla legge regionale del 2007 è reale, ma è stato molto complicato adeguarsi ai nuovi parametri. La complessità dei dati non è indifferente, può esserci stato qualche errore, ma per ora quelli riscontrati sono pochi sulla cinquantina di persone che si è presentata agli uffici per protestare».
«Ad ogni modo – prosegue Cenetiempo – per rimediare ad ogni eventuale problema, stiamo rivedendo tutti i canoni d’affitto, che restano comunque cosa ben diversa dal conguaglio. Questo secondo ammontare, infatti, non sarà da pagare per sempre. Chiunque ritenga di aver ricevuto richieste di pagamento errate venga in Comune e verificheremo». Ultimo dato, il software di elaborazione dei canoni non proprio impeccabile. «È un merito dei nostri uffici aver capito che qualche imprecisione poteva aver influito sui conti – ammette l’assessore – Ora ci incontreremo con i fornitori del software per sistemare tutto».
LA TRATTATIVA
Sul fronte politico, infine, ieri è emersa una trattativa tra Rifondazione, Pd e Pdl per valutare se trasformare la mozione di sfiducia presentata da Supino contro Cenetiempo nell’impegno comune per costituire una commissione speciale sul patrimonio pubblico.

Emanuele Caso

Nella foto:
L’assessore al Patrimonio comunale Enrico Cenetiempo

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