Affitti comunali, Finanza a Palazzo Cernezzi. Negli alloggi dipendenti in pensione da anni

Fari puntati sui contratti per i box. Bruni: «Piena fiducia nella magistratura»
Da un lato, l’inchiesta aperta dalla Procura di Como – per ora a carico di ignoti – sugli affitti di box concessi anche a dirigenti o ex dirigenti della stessa amministrazione a prezzi stracciati. Dall’altro, la situazione poco chiara riguardante i 34 alloggi affidati a custodi ma sovente in assenza di contratto in regola o dei requisiti in essere dei beneficiari. Non è certamente un bel momento per Palazzo Cernezzi sul fronte della gestione del patrimonio di proprietà, finito in queste ore al

centro di una vera e propria bufera.
LA VISITA
La giornata di ieri si è aperta con l’arrivo della Finanza in municipio su mandato – come quasi sempre accade per questioni riguardanti il Comune – del pm Mariano Fadda. Obiettivo delle fiamme gialle, l’acquisizione di tutta la documentazione relativa alla locazione (o comunque alla cessione in godimento a privati) da parte del Comune di box di proprietà dell’ente destinati ad autorimessa relativamente al periodo dal 2006 ad oggi.
Fadda, infatti, avrebbe deciso di verificare sia la regolarità dei contratti, sia la congruità di quanto versato dagli affittuari dei box. L’indagine, dal poco che si è saputo, sarebbe all’inizio e il fascicolo sarebbe di conseguenza a carico di ignoti.
Dall’insieme delle pratiche, soltanto alcune sarebbe ritenute “meritevoli” di particolari approfondimenti. Tra queste, l’affitto di un box in via Torno alla dirigente del settore Patrimonio Marina Ceresa (541 euro l’anno di canone per i prossimi 18 anni), il posto in via Italia Libera all’ex segretario generale ed ex dirigente del Patrimonio ora in pensione Domenico De Cesare (404 euro l’anno) e il box in via Grossi all’ex dirigente del settore Patrimonio Antonio Auciello in pensione dal 2003 e con 348 euro di canone annuo.
Curioso notare, comunque, che l’arrivo delle fiamme gialle in via Vittorio Emanuele si è materializzato due giorni dopo che la stessa giunta comunale, lunedì scorso, aveva deciso di procedere con una generale revisione dei canoni e – nel caso di contratti già scaduti – di procedere a nuove assegnazioni attraverso vie massimamente trasparenti. Ad ogni modo, ieri il sindaco Stefano Bruni ha ribadito di avere «la piena, totale, fiducia nel lavoro della magistratura».
L’ALTRO CASO
Come anticipato, l’attenzione della Procura è ora interamente assorbita dal caso dei box. Nelle ultime ore, però, sempre in tema di gestione del patrimonio pubblico sembra emergere una situazione poco chiara anche per quanto riguarda i 34 alloggi compresi in edifici comunali (scuole, musei, strutture sportive) e affidati a custodi. Ebbene – in attesa che l’amministrazione divulghi i dati completi relativi a questa tipologia di immobili – le (fondate) indiscrezioni continuano a filtrare. E ieri una ha colpito più di altre. In ben 7 casi – un quinto del totale – gli alloggi sarebbero tuttora appannaggio di ex dipendenti del Comune andati però in pensione da mesi e mesi, quando non anni. Cosa tutt’altro che indifferente questa, poiché il regolamento approvato dall’amministrazione nel non lontanissimo 2002 fissava in 6 mesi il termine massimo affinché i dipendenti andati in pensione lasciassero gli appartamenti ottenuti dal Comune.
In altri termini, in attesa dei dati ufficiali già in possesso dell’amministrazione, 7 appartamenti sarebbero occupati da persone senza più titolo (anche se ieri l’ex vicecomandante dei vigili Gregorio Nardone ha fatto sapere di essere in procinto di traslocare dalla villetta all’ingresso del parco di Villa Olmo).
Ma non è finita, poiché c’è un altro aspetto piuttosto oscuro in queste vicende delle case di custodia. In ben 12 casi, infatti, sarebbe stata accertata l’assenza di contratti validi per l’assegnazione degli alloggi. E altri 3 sono in fase di accertamento da parte degli uffici, finora senza riscontro. E i colpi di scena potrebbero essere solo all’inizio.

Emanuele Caso

Nella foto:
La palazzina di custodia di Villa Olmo e del suo parco fa parte del patrimonio gestito direttamente dal Comune

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