Aforismi, il Lario patria della scrittura breve
Cultura e spettacoli

Aforismi, il Lario patria della scrittura breve

I non più giovanissimi ricorderanno il successo dei “Millelire”, la collana di Stampa Alternativa ideata da Marcello Baraghini, premiata con il “Compasso d’oro”, l’Oscar italiano del design per il 1994. Collezione a prezzi popolari di classici e non che rivoluzionò il concetto di libro negli anni Novanta.

Un volumetto recente, tra i tanti che con competenza Antonio Castronuovo ha curato (su Jarry, Apollinaire, Palazzeschi), Aforismi del Novecento (ora il prezzo politico è stato fissato a un euro), rende omaggio a due maestri del “pensare breve” ossia appunto dell’aforisma in terra lariana.

Ugo Bernasconi

Ugo Bernasconi, che fu anche eccellente pittore, è segnalato nel volumetto tra i maestri di questo genere letterario di antico e nobile lignaggio. «Percorso dal fremito dell’incertezza – annota Castronuovo – il Novecento è il secolo in cui le forme letterarie si sono spezzate, facendosi brevi. L’invenzione della brevità è fenomeno precedente, ma è il Novecento ad averle assegnato impertinenza, causticità, malinconia». Di Bernasconi nel volume si dice che è tra i precursori in Italia dell’aforisma, con i suoi Precetti e pensieri ai giovani pittoridel 1910 usciti in un periodo «sulfureo e faceto» dove riviste come “Lacerba” lanciavano il genere e maturavano figure autorevoli e controcorrente come Prezzolini e Papini.

C’è poi in questo rapido ma informato excursus un maestro come il comasco Giuseppe Pontiggia con la sua raccolta “Le sabbie immobili” uscita dal Mulino nel 1991, dove il narratore si confermò osservatore dei costumi contemporanei mettendo sempre alla berlina i tic e i paradossi del linguaggio di oggi, con stile ed eleganza pari solo alla sua acutezza. Come in questa definizione dell’aggettivo “kafkiano”: «Riservato d’ufficio alla burocrazia. Rivela assenza di ogni famigliarità con Kafka, come di ogni famigliarità con Platone l’aggettivo platonico, riservato all’amore in bianco e al risultato di zero a zero nel calcio».

Pontiggia è per Castronuovo da annoverare tra i migliori del genere aforistico: la sua peculiarità stilistica «è il nitore e la forma spezzata del testo». «Satire pungenti sulla società italiana, letteraria e non solo. Satire incisive su un linguaggio sempre meno aderente alla realtà e alle cose. Raccolta di scritti satirici corrosivi che attaccano i costumi della società italiana e il linguaggio che li esprime». Così definisce le “Sabbie” il sito della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura www.beic.it, che custodisce la memoria di Pontiggia.

Lorenzo Morandotti

5 gennaio 2017

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