Aggredirono i vigili fuori dallo stadio: 10 ultras nei guai

altLa Procura ha chiuso le indagini sui fatti prima di Como-AlbinoLeffe
(m.pv.) La Procura di Como, pubblico ministero Mariano Fadda, ha chiuso le indagini sull’aggressione alla coppia di agenti della polizia locale in servizio allo stadio Sinigaglia il 16 marzo 2014, giorno di Como-AlbinoLeffe. Sono dieci gli ultras della formazione azzurra finiti nei guai, nove in un fascicolo con l’ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, uno con le accuse di oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto a fornire le proprie generalità.
I fatti come detto

fanno riferimento ai minuti precedenti una partita dello scorso campionato di calcio. Nei pressi di un bar fuori dalla curva del Como, i due vigili erano intenti a rimuovere delle moto. Un ultras iniziò a rivolgere loro sberleffi. Gli agenti si avvicinarono per chiedergli le generalità e il caos iniziò così. Perché in poco tempo – secondo la tesi dell’accusa – altri nove supporter azzurri circondarono gli uomini della polizia locale dando inizio al pestaggio con calci e pugni. Un vigile finì all’ospedale con, si legge nel referto, «contusioni ed escoriazioni multiple, distorsione del rachide cervicale e trauma cranico non commotivo». Lesioni giudicate guaribili dal pronto soccorso in 22 giorni. Meno gravi le ferite del secondo agente, che rimediò solo due giorni di prognosi per un «modesto trauma cranico» e «contusioni ed escoriazioni multiple».
Agli atti, oltre al racconto delle due vittime, ci sarebbero anche le testimonianze di alcune persone che assistettero al pestaggio. Ma gli ultras, dal canto loro, si difendono sottolineando i diversi ruoli avuti da ognuno. In molti, insomma, sostengono di essere stati vicino al punto delle violenze ma di non aver preso parte alla colluttazione. Curioso il modo con cui gli agenti riuscirono a risalire ad uno degli ultras, per poi ricostruire anche il resto della compagnia: il ragazzo era stato fermato appena una settimana prima per una contravvenzione proprio da uno degli agenti rimasti feriti, che dunque non tardò a risalire al nome e al cognome del presunto aggressore. Gli indagati sono di età variabile tra i 50 anni (di un residente a Tremezzina) e i 27 di un ragazzo di Carlazzo. Gli altri ultras finiti nei guai arrivano da Como (4), Lomazzo, Cantù, Trenzano e ancora Carlazzo. Ad indagini chiuse, ora la parola passa alla difesa (avvocati Livia Zanetti, Simone Gilardi e Maurizio Cantelmo) per le controdeduzioni.
Poi toccherà di nuovo alla Procura, analizzate le carte, optare per la richiesta o meno del processo.

Nella foto:
Una immagine dell’agente aggredito fuori dal Sinigaglia, scattata immediatamente dopo il pestaggio

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