Ai custodi 34 alloggi del Comune. Tra ville e angoli di paradiso quasi metà assegnata senza contratto

Appartamenti anche a Villa Olmo e in viale Geno. A costo (quasi) zero
C’è un capitolo piuttosto oscuro, a Palazzo Cernezzi, alla voce “alloggi pubblici”. Si tratta degli appartamenti concessi dall’amministrazione comunale ai custodi di palestre, musei, impianti sportivi e altre strutture pubbliche. Prassi normale e consolidata, visto che molti impianti di diversa natura necessitano effettivamente di una cura, una sorveglianza e una manutenzione costanti 24 ore su 24. Dove, però, le cose cominciano ad apparire un po’ meno fluide è nei criteri di assegnazione

degli alloggi di custodia ai diretti beneficiari. E forse ancora di più sulla logica per cui alcuni appartamenti risultano tuttora appannaggio degli occupanti, pur avendo questi ultimi perso i requisiti necessari alla permanenza.
Ma c’è di più. Un’altra stranezza, se vogliamo.
Il non indifferente patrimonio di edilizia comunale dato in gestione ai custodi è “spacchettato” tra numerosi assessorati. Tutti, praticamente. Il punto, però, non è tanto che non sia l’assessorato al Patrimonio a provvedere a una gestione unificata di questi appartamenti e di queste ville. Il nodo è che non sembra esistere un criterio unico e condiviso per l’assegnazione o la revoca di questi appartamenti ai beneficiari. E se un settore non sa come il settore vicino gestisce una pratica analoga, è del tutto evidente che non esista una linea condivisa a livello centrale per affrontare la questione. Questione che, peraltro, qualche lato opaco – almeno stando alle poche informazioni reperibili ad oggi – sembra presentarlo.
Torniamo per un attimo al numero complessivo degli appartamenti comunali affidati a custodi. Sono 34 in tutto. Ma – ecco quello che si accennava prima – sono suddivisi per settori (e le magagne sono sovente proporzionali al numero di alloggi). A fare la parte del leone è il settore Politiche educative (assessore Anna Veronelli) con 13 alloggi affidati a custodi. Le indiscrezioni, però, indicherebbero soltanto per 4 casi contratti perfetti, in vigore e immediatamente reperibili. Per gli altri servirebbe qualche verifica in più. Anche sul fatto, per esempio, che più di un custode sia da anni in pensione e, dunque, abbia ben poco diritto a continuare a rimanere nello stesso alloggio.
Il secondo settore per proprietà di appartamenti è Turismo e Sport (assessore Francesco Scopelliti). In questo caso, risulterebbe un solo contratto perfetto e immediatamente riscontrabile a fronte di vari aspetti discutibili per gli altri 4 (sono 5 in tutto, tra i quali spicca l’appartamento da 111 metri quadrati in viale Geno 15, in regola).
Al settore Decentramento fanno capo 4 alloggi, mentre al Patrimonio (Enrico Cenetiempo) 3, compreso quello, sotto la lente di ingrandimento, dentro Palazzo Cernezzi.
Al settore Provveditorato fanno capo 3 alloggi (tutti apparentemente regolari), mentre al Commercio uno soltanto (la guida politica è dell’assessore Etta Sosio).
Si arriva poi al settore Cultura (assessore Sergio Gaddi), dove si concentrerebbero almeno 3 contratti poco chiari sui 4 complessivi. E uno riguarderebbe la bellissima portineria di Villa Olmo, una vera e propria villetta, affidata da anni all’ex vicecomandante dei vigili urbani Gregorio Nardone. Il quale, però, in pensione ormai dal novembre 2010, avrebbe perso il diritto di occupazione dell’edificio. O almeno così dice il regolamento di Palazzo Cernezzi, datato 2002, che prevede un tempo massimo di 6 mesi tra il pensionamento del dipendente e l’addio all’eventuale alloggio di custodia occupato. A onor del vero, Nardone tempo fa affermò di essere pronto a lasciare la villetta.
Chiude l’elenco il settore Giardini (un tempo del leghista Diego Peverelli), a cui fa capo l’appartamento da 130 metri quadrati nelle serre di Villa Olmo.
In attesa di ottenere ulteriori dati, un’informazione doverosa: fino al 2010, praticamente tutti i custodi non pagavano l’affitto e non spendevano un centesimo per luce, acqua e gas. Bei tempi.

Emanuele Caso

Nella foto:
Preziose
Due tra le abitazioni comunali più prestigiose gestite da custodi: a destra, quella all’inizio del parco di Villa Olmo. In basso, quella che si trova al numero civico 15 di viale Geno a pochi passi dalla darsena (Villa)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.