Aiuti e informazioni riservate in cambio di soldi e aspirapolvere. Due poliziotti arrestati all’alba

alt Nei guai un agente già arrestato giorni fa e un collega dell’ufficio immigrazione
La nuova ordinanza è stata chiesta dalla Procura di Busto Arsizio
(m.pv.) Non c’è pace per la Questura di Como. Ieri mattina, un sostituto commissario dell’ufficio immigrazione, Salvatore Calignano (50 anni), è stato arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla Procura di Busto Arsizio. La stessa notifica è stata fatta anche ad un secondo poliziotto in servizio negli uffici di viale Innocenzo, Cosimo Bersano (53 anni), già colpito pochi giorni fa da una prima ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta in

quella occasione dalla Procura di Como. L’ipotesi di reato contestato sarebbe quella di corruzione. L’operazione, condotta dai carabinieri di Saronno e dalla guardia di finanza di Varese, ha finito con il coinvolgere 18 persone tratte in arresto ieri mattina all’alba. Calignano sarebbe stato raggiunto dalle forze dell’ordine mentre si trovava al lavoro in questura a Como. Una nuova mazzata per la polizia lariana, dopo le precedenti ordinanze che avevano riguardato la Stradale e il già citato Bersano, arrestato mentre si trovava dalla moglie a Brindisi e tutt’ora detenuto nel carcere pugliese. Agente che ora si dovrà difendere da due accuse, una partita dal Lario e la seconda dalla Procura varesina.
L’indagine bustocca sarebbe ruotata attorno ad una importante azienda di elettrodomestici di Gorla Minore, la Gisowatt. Ed è proprio in questo ambito che sarebbero maturate le contestazioni ai due poliziotti. Entrambi infatti si sarebbero fatti pagare dal titolare della società – Bersano in contanti, con diverse somme per un totale non inferiore a 1.500 euro, Calignano con un aspirapolvere – per adempiere ai favori richiesti dall’imprenditore. Pare che, in un caso, i due agenti in servizio all’ufficio immigrazione della Questura di Como, avrebbero fatto ottenere visti di ingresso e permessi di soggiorno a due cittadini russi clienti della Gisowatt.
In altri casi, invece, i due indagati avrebbero consultato la banca dati dello Sdi (il sistema di indagine interforze) e pure il sistema del Ccpd (il Centro di cooperazione di polizia doganale a Chiasso) fornendo informazioni riservate utili a capire le posizioni di altri cittadini legati all’imprenditore, tra cui la fidanzata brasiliana che era stata fermata dalla polizia svizzera a Zurigo.
E sempre per quest’ultima donna, i due si sarebbero attivati per capire cosa fosse avvenuto dopo che la stessa era stata condotta alla caserma dei carabinieri di Saronno. Fatti che si sarebbero verificati tra il marzo e l’aprile del 2013. L’ordinanza è stata chiesta dal pubblico ministero di Busto Arsizio Pasquale Addesso, e firmata dal giudice delle indagini preliminari Patrizia Nobile.
L’indagine è molto più ampia, tanto che sono 18 le persone finite nella richiesta di custodia cautelare. Tra i reati contestati a vario titolo agli altri indagati c’è anche l’estorsione e l’usura.

Nella foto:
L’ipotesi contestata dalla Procura di Busto Arsizio parla di corruzione: i sospettati avrebbero accettato soldi ed elettrodomestici in cambio delle informazioni richieste e di aiuti nelle pratiche

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