Al Carducci il “sillabario” di Giovanni Tesio

alt “Parole essenziali”, autoritratto letterario ispirato a grandi scrittori
Un vagabondaggio in 55 tappe, solo in apparenza rapsodico. Un percorso che si snoda tra amicizie e passioni culturali e che è, in realtà, un autoritratto: una mappa più autentica del territorio e che disegna un intero volto, si potrebbe dire ammiccando a Borges. Ma anche un vincolo di eredità consegnato ai posteri, e in primis ai propri cari.
È il volume Parole essenziali. Un sillabario (pp. 225, 14 euro) di Giovanni Tesio, che viene presentato domani alle 20.45 da Laura Garavaglia dell’associazione “La Casa della poesia di Como” e dalla giornalista Elisabetta Broli nell’accogliente biblioteca dell’istituto Carducci di Como in viale Cavallotti 7. Ingresso libero.

Il libro pubblicato dalla novarese Interlinea è un “elenco di parole”, dalla “a” di «accoglienza» alla “v” di «voce» e si ispira a modelli illustri, come Nuova enciclopedia di Alberto Savinio, Piccole virtù di Natalia Ginzburg, i due Sillabari di Goffredo Parise e il Diario ultimo di Lalla Romano, autrice molto cara a Tesio.
Una raccolta di prose che richiama alla memoria, per il metodo di indagine e di scavo nel mondo delle parole assolutamente personale e originale, un fortunato libro comasco del 2010, Sillabario della memoria. Viaggio sentimentale tra le parole amate edito da Salani, opera del critico letterario e scrittore comasco Federico Roncoroni.
«Io pure, come l’amico Federico, nel mio Sillabario – spiega Tesio – consegno al lettore l’estratto di piccole osservazioni, piccoli mondi e piccole storie che interrogando il senso delle parole, sondando la loro mutevolezza semantica nel corso del tempo, danno l’idea di una vita non banale in una chiave non consolatoria».
«È un libro nato per i miei nipotini, immaginando di parlare loro delle cose cui tengo di più della vita – confessa Tesio – e quindi parte da una forte pulsione affettiva, in tandem con il precedente libro edito sempre da Interlinea, I più amati».
Una serie di sedimenti che, messi uno dopo l’altro in 55 “stazioni” lessicali, rivela il tentativo unitario, precisa Tesio, «di dare senso a ciò che è disperso, a ciò che è frantumato e non solo frammentato. La parola, la scrittura, hanno insomma l’ambizione di ricostituire il mondo, dandogli senso. È un’idea che potrà anche apparire assurda e certo utopistica, oggi, ma mentre i più tendono a pensare in modo negativo sul destino del mondo, sottolineandone le contraddizioni in modo pessimistico, io credo ancora in uno sviluppo armonico, proprio grazie alle parole. E in questo sono in ottima compagnia: mi riferisco infatti alla lezione di un maestro come Pico della Mirandola, che fu un grande scrittore e invitava a «maritare mundum», proprio perché era attento alle ragioni profonde della parola umana. Dava cioè per certa la possibilità di “sposare il mondo”, che è sì caotico e frantumato e disperso ma, per forza di parola e quindi grazie alla letteratura e in special modo, come credo, grazie alla poesia, può essere considerato un ottimo coniuge».

Nella foto:
Il Salone Musa dell’istituto “Giosue Carducci” di Como, dinamica realtà culturale cittadina

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.