Rincari: al casello di Fino va in scena la protesta

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La manifestazione contro i rincari sulla A9
La Lega Nord invita al boicottaggio: «Non uscite più alla barriera di Grandate»

Slogan, bandiere leghiste e striscioni emblematici, tipo: «Chiudiamo i caselli riapriamo i bordelli». Erano in tanti, ieri mattina, a Fino Mornasco a manifestare contro i rincari autostradali.
Dai padani della vecchia guardia – dotati di impianto stereo che diffondeva senza sosta le note del Va’ Pensiero – ai giovani leghisti arrampicati sulle barriere autostradali per inneggiare contro gli aumenti. Il popolo del Carroccio ha presidiato, interrompendo a più riprese anche il traffico, il

casello della A9. E decisamente importante è stata anche la partecipazione dei politici leghisti. Verso mezzogiorno sono arrivati, in rapida successione, Giancarlo Giorgetti, segretario nazionale della Lega Lombarda dal 2002 al 2012 e oggi deputato, e Umberto Bossi, presidente federale della Lega Nord.
Il senatùr è stato accolto con cori da stadio. E subito ha preso la parola per condannare gli aumenti dei pedaggi autostradali.
«Siamo vicini alla Svizzera dove hanno risolto il problema facendo sborsare una cifra fissa per la vignetta. Così tutti pagano e circolano liberamente sulla rete autostradale – ha detto Bossi circondato dal popolo leghista – Invece qui continuano a rimetterci sempre e solo i cittadini del Nord. Senza contare che stiamo attraversando un momento molto difficile, e proprio queste province sono molto sofferenti. I trasporti contano enormemente sul costo del lavoro e quindi sulle imprese». Anche perché, ha aggiunto Bossi, questa «non è un’autostrada turistica e gli aumenti influiscono su quanti la usano per lavoro. Adesso vedremo come attivarci in Parlamento. Romperemo le scatole fino a quando non si otterrà qualcosa. Devono capire che questa non è una vacca da mungere», ha concluso il senatùr.
L’aumento del pedaggio sulla Como-Milano è stato da record: +11,5%, rispetto a una media nazionale del 3,9%. Per percorrere i 30 km della A9 si pagano oggi 3,90 euro.
«Siamo in tanti e andremo avanti – ha detto Giorgetti – Facciamo sentire la nostra protesta. Siamo dinnanzi ad aumenti insensati e non ci arrenderemo». Alla manifestazione promossa dal parlamentare canturino della Lega Nord, Nicola Molteni, hanno aderito alcuni comitati civici di Fino Mornasco e alcuni sindaci della zona.
«Basta. Al Nord si paga e al Sud si viaggia gratis. Qui si lavora, ci si deve muovere rapidamente senza spendere queste cifre folli. E intanto sul grande raccordo anulare di Roma non si paga – ha ripetuto Nicola Molteni – Sulla Salerno-Reggio Calabria si viaggia gratis. Anche per questo ho deciso di presentare un’interpellanza al ministro Maurizio Lupi. Voglio sapere perché lo Stato ha deciso di stanziare altri 340 milioni di euro per la Salerno-Reggio Calabria».
Differenze ritenute del tutto inconcepibili. «Abbiamo chiesto al ministro delle Infrastrutture – ha aggiunto sempre Molteni – di congelare gli aumenti o prevedere abbonamenti agevolati per i residenti».
Intanto, l’altro fronte di iniziative vede impegnati i presidenti delle province di Como e Varese, che stanno preparando un ricorso al Tar contro gli aumenti. «Entro la prossima settimana dovrebbe essere pronto – ha detto Leonardo Carioni, commissario della Provincia lariana – La protesta andrà avanti. Abbiamo pianificato altre manifestazioni (ieri mattina il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, era a un analogo presidio a Gallarate, ndr). Per ora invitiamo gli utenti a non uscire più alla barriera di Grandate dove sono in vigore gli aumenti. Uscite a Fino Mornasco, intasate la viabilità ordinaria. Così capiranno che questa decisione non ha senso».
«In effetti, questo è un problema – ha detto ieri il deputato lariano del Pd, Mauro Guerra – Bisogna trovare un rimedio. Stiamo infatti parlando del tratto di autostrada più caro d’Italia. È indispensabile un intervento».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La protesta contro i rincari delle tariffe autostradali ha radunato ieri molti militanti della Lega e di comitati civici davanti al casello autostradale di Fino Mornasco

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