Al centro massaggi al posto di effettuare le revisioni: nuove accuse contro il funzionario della Motorizzazione

Vista esterna Motorizzazione civile

Sembra non finire mai l’inchiesta della Procura (pubblico ministero Massimo Astori) e della Polizia stradale di Como, su quanto compiuto da alcuni funzionari della Motorizzazione Civile. Nelle scorse ore a sei indagati – tra cui tre dipendenti di via Tentorio – è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Diverse le ipotesi di reato. Quelle più numerose sono rivolte ad Antonio Pisoni (62 anni, di Busto Arsizio) già “protagonista” in altri fascicoli della Procura cittadina. Al funzionario viene contestata la truffa per aver ottenuto rimborsi e indennità non dovute nell’ambito delle attività lavorative nel corso delle prove d’esame, delle revisioni dei veicoli e dei sopralluoghi nelle officine. Attività che prevedono per legge dei tempi minimi e dei controlli specifici che non sarebbero stati rispettati o effettuati. Le ore “guadagnate” in questo modo sarebbero poi state “reinvestite” nei modi più diversi, dai più banali (rientrando prima a casa) a quelli più “esotici”, ovvero andando a curare il proprio corpo (in ben sette occasioni) nei centri massaggi di Como, Saronno, Busto Arsizio, Lentate sul Seveso e Legnano.
Fatti avvenuti in un lasso di tempo compreso tra il 26 novembre 2016 e il maggio del 2017. Sarebbero ben 57 le volte in cui il funzionario sarebbe stato colto in fallo.
Ma la Procura contesta a Pisoni anche reiterate dimenticanze nel timbrare il cartellino quando si recava in pausa pranzo, seduto al tavolo in tre occasioni con un altro funzionario, Nicola De Mutiis (Como, 56 anni) pure lui ora indagato. Sempre a Pisoni, in questo ennesima conclusione delle indagini preliminari che lo riguarda, è stato contestato l’abuso d’ufficio e il falso negli esami di guida compiuti in scuole della provincia. Esami ritenuti dalla Polizia stradale di Como e dalla Procura «irregolari» e troppo rapidi.
Tre rappresentanti delle autoscuole (la “Cmtl” e la “2000”) sono pure loro indagati in quanto presenti in auto al momento dell’effettuazione delle prove, dunque a conoscenza – secondo l’accusa – delle irregolarità che si stavano consumando. Elementi che ovviamente potranno essere contraddetti con le indagini difensive cui sono ora chiamate parti per convincere l’accusa sull’innocenza degli indagati.
L’indagine ha toccato un terzo funzionario della Motorizzazione: Roberto Giancarlo Molteni, 66 anni, di Capiago Intimiano. Anche a lui – in 44 casi – viene contestato l’abuso d’ufficio e il falso nel corso degli esami di guida, effettuati secondo la Procura in modo illegittimo e in violazione delle norme che ne regolano lo svolgimento. Fatti riferiti in questo caso al periodo tra il mese di novembre del 2017 e il settembre del 2018.

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