Rapina sull’A9. Al setaccio appartamenti e capannoni dei summit

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I luoghi dove la banda della A9 dormiva e si incontrava

Più appartamenti a Milano (cambiati in almeno due occasioni) per ospitare sotto uno stesso tetto tutti i componenti della banda della A9 e “fare gruppo”. E in più capannoni in diverse parti della Lombardia, arrivando fino al Garda (Sirmione) e addirittura a Verona dove fare incontri e summit in preparazione dell’assalto ai blindati della Battistolli. Da un mese prima dell’assalto di Turate, insomma, il commando che ha rapinato i 10 milioni di euro in lingotti d’oro e in contanti era stabile

nel Nord Italia per preparare il colpo che è stato definito la “rapina del secolo”.
Ed è proprio su questo versante che si stanno focalizzando ora le indagini della squadra Mobile di Como che, all’indomani dei primi arresti, proseguono per cercare di stringere il cerchio attorno agli altri componenti della banda.
Oltre ai due arrestati – un milanese di origini pugliesi e un residente ad Andria – sono infatti altri 16 gli indagati dalla Procura di Como in quanto ritenuti implicati nella rapina.
Tutti i mezzi usati per l’assalto erano stati raggruppati presso l’ormai celebre capannone di Origgio, e da qui non si sarebbero mai mossi.
Diversi invece i luoghi via via scelti per i summit e gli incontri in preparazione al colpo.
Questi variavano di volta in volta, ed è per questo che tutte le strutture interessate sono state perquisite in queste settimane dagli agenti della Mobile.
Ma un altro punto chiave riguarda gli appartamenti in cui dormivano i presunti componenti del commando. Questi, individuati dagli inquirenti, sarebbero tutti nel Milanese.
Pare che tra l’altro in almeno un paio di occasioni i locali siano stati cambiati, non si sa se per precauzione o per altro. Bisogna poi capire se i proprietari di capannoni e appartamenti sapessero o meno di quanto la banda stava preparando. Ma questo sarà un ulteriore e successivo filone delle attività di indagine.

M.Pv.

Nella foto:
Il furgone nelle mani degli uomini della polizia scientifica dopo l’assalto di Turate

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