«Al Sinigaglia belle partite, sempre combattute». Boniperti, il ricordo

Giampiero Boniperti Como

«I miei ricordi sul Lario? Sono tantissimi e riguardano belle partite, sempre combattute». Giampiero Boniperti – personaggio simbolo della Juventus, scomparso ieri all’età di 93 anni – nel 2006 ospite della biblioteca comunale di Lurate Caccivio si era soffermato volentieri anche sui suoi trascorsi da giocatore al Sinigaglia.
«In particolare – aveva aggiunto – mi vengono in mente i duelli con il centromediano Luigi Bosco e l’attaccante Giuseppe Baldini, che all’epoca erano tra i più forti giocatori azzurri».
Boniperti aveva presentato il suo libro “Una vita a testa alta”, scritto con la giornalista della Gazzetta dello Sport Enrica Speroni.
Una serata affollata, con un l’illustre ospite che dopo la conferenza con la redattrice del quotidiano sportivo, scomparsa nel 2013, si fermò a firmare una lunga serie di autografi a tanti appassionati che avevano voluto vedere da vicino e incontrare un personaggio così importante.
La storia da calciatore di Boniperti è stata legata alla prima esperienza del Como in serie A, che fu nella stagione 1949-1950. Gli azzurri, sebbene neopromossi, certo non scendevano in campo come vittime predestinate. In quel campionato Juventus-Como a Torino terminò 2-2, mentre al ritorno al Sinigaglia i bianconeri si imposero con un secco 2-6, con tripletta dello stesso Boniperti.
Nella stagione successiva in serie A (1950-1951) i lariani allenati da Mario Varglien terminarono ottavi e si tolsero la soddisfazione di battere due volte proprio la Juventus (1-0 al Sinigaglia e per 3-0 nella trasferta a Torino).
Azzurri meglio degli illustri avversari anche nel torneo 1951-1952 (2-0 casalingo al Sinigaglia e 0-0 nel match di ritorno) mentre nel campionato 1952-1953, chiuso con la retrocessione in B del Como, la Juve vinse sempre, 1-0 sul Lario e 2-1 a Torino.
Boniperti ha poi incrociato il Como da dirigente e con questo ruolo, tra l’altro, mandò un allora giovane Paolo Rossi in prestito agli azzurri nel 1975, anche se quell’esperienza per il bomber di Spagna 1982 non fu fortunata.

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