Al Sociale Rigoletto è un Pulcinella novecentesco

Si alza il sipario sulla stagione di piazza Verdi
Stasera “prima” del cartellone operistico del teatro comasco con il capolavoro verdiano
Un dramma che narra storie di potere, amori e maledizioni. La scelta di affidare a Rigoletto di Giuseppe Verdi l’apertura, attesa per oggi alle 20.30, della stagione Notte 2011-2012 del Teatro Sociale As.Li.Co., ben si presta a inaugurare il percorso volto ad indagare Le ombre dell’uomo, le molteplici inquietudini terrene, ovvero riflessioni e ambiguità, che appartengono all’intimo di ciascun individuo.
L’opera verdiana, inoltre, non mostra soltanto la contraddittorietà

dei comportamenti umani, ma traccia con una certa forza drammatica l’affresco di ciò che fu l’Italia pre-risorgimentale.
Rigoletto si inserisce nel periodo centrale della produzione operistica verdiana: l’opera venne scritta dal Cigno di Busseto su richiesta della direzione del Teatro “La Fenice” per l’inaugurazione della stagione del Carnevale veneziano del 1851. Il libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo, stupisce per l’originalità, per l’azione incalzante e per la complessità dei risvolti psicologici legati a un personaggio che, a seconda degli stati d’animo, presenta le più diverse sfaccettature ed è caratterizzato da una fondamentale dicotomia: «Esternamente difforme e ridicolo, internamente appassionato e pieno d’amore», per dirla con le parole dello stesso Verdi.
La nuova produzione del Teatro Sociale – che da Como inizierà la sua tournée toccando le città di Brescia, Pavia, Cremona, Jesi e Fermo – porta la firma registica di Massimo Gasparon, autore anche di scene e costumi: Rigoletto è rappresentato come una marionetta senz’anima e sentimento, come un Pulcinella – beffato e beffatore, sempre sull’orlo della catastrofe – che non ha però la fortuna delle maschere della commedia dell’arte, ma sarà vittima di un destino più tragico: voleva vendicarsi, ma ha solo realizzato la sua tragedia.
La traslazione Triboulet/Rigoletto/Pulcinella si accompagna al triplice cambiamento dell’ambientazione: che dalla corte di Francia era già passata a quella di Mantova e ora rievoca il fasto veneziano del Gran Teatro “La Fenice”, dove l’opera andò in scena per la prima volta esattamente 160 anni fa.
«La scenografia – spiega il regista Massimo Gasparon – è basata su una piattaforma girevole che consente il susseguirsi fluido delle scene e della sequenza temporale degli avvenimenti. La componente visiva dello spettacolo – ispirata nelle tinte dalla pittura tiepolesca e veronesiana – richiama l’epoca cinquecentesca, ricreando l’atmosfera di una festa in maschera, ma ha anche sapore ottocentesco soprattutto nelle scene private».
La direzione musicale dello spettacolo è affidata a Marco Guidarini, alla guida dell’Orchestra Lirica dei Pomeriggi Musicali di Milano. Il maestro – che definisce Rigoletto «uno dei titoli più novecenteschi dell’universo verdiano» – sottolinea in particolare la densità formale della partitura che riflette in modo incomparabile l’intensità drammaturgica dell’opera.
Nel cast vocale si alterneranno, nella recita serale della prima e nella replica di domenica 2 ottobre alle 15.30 (ingresso 58/17 euro), Piero Pretti e Jenish Ysmanov (Duca di Mantova), Ivan Inverardi e Luis Cansino (Rigoletto), Irina Dubrovskaya e Natalia Roman (Gilda). Eugeniy Stanimirov sarà Sparafucile.
«È un cast di artisti giovani – conclude Gasparon – preparati e disponibili. La loro generosità e la freschezza inusitata delle voci hanno sprigionato un notevole entusiasmo che ho cercato di esaltare sia sul piano registico che su quello musicale».

Tamara Pertusini

Nella foto:
Una scena dell’opera verdiana che apre stasera la stagione Notte 2011-2012 del Teatro Sociale As.Li.Co. di Como

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