Il Salone del Mobile. Anzani: «Ogni anno la sfida da vincere si chiama innovazione»
Economia, Territorio

Il Salone del Mobile. Anzani: «Ogni anno la sfida da vincere si chiama innovazione»

«Le aspettative legate al Salone del Mobile sono sempre molto alte perché il design italiano, con la sua qualità e la sua credibilità, conquista sempre più il mercato internazionale. E dal giorno dopo la chiusura del Salone, le aziende iniziano a pensare all’edizione del prossimo anno e cominciano a mettere in gioco la propria maestria, creatività e innovazione per arrivare all’edizione successiva piene di novità». Per cogliere l’importanza della fiera milanese dedicata al mobile e agli arredi – aperta da domani fino al giorno 9 – basterebbero queste parole di Giovanni Anzani, alla guida della Poliform di Inverigo, assieme ai cugini Alberto e Aldo Spinelli, e componente del consiglio direttivo del Gruppo mobili di Assarredo, l’Associazione nazionale delle industrie produttrici di mobili, appartenente alla galassia di FederlegnoArredo.

Quando si parla di mobili e arredi made in Italy, Anzani sottolinea subito un aspetto fondamentale: «La difesa dei nostri prodotti è data dalla capacità che noi abbiamo di innovarli. Nel momento in cui i nostri mobili vengono lanciati sui mercati e funzionano, ci sono purtroppo nazioni che li copiano e li realizzano a costi più bassi perché non devono affrontare i costi di ricerca e di comunicazione, pagano tasse più basse e hanno un costo del lavoro ben più ridotto del nostro. Così ogni anno la sfida da vincere si chiama innovazione».

Il logo dell’edizione 2017 dell’evento

Il Salone di Milano è la più prestigiosa vetrina internazionale dell’innovazione e della creatività del made in Italy. Ed è anche l’occasione per fare il punto sullo stato di salute del settore del legno-arredo. «Cresciamo molto bene sui mercati internazionali –afferma Anzani – mentre su quello interno ogni tanto registriamo picchi che fanno ben sperare, ma poi i consumi tornano a stagnare. Se guardiamo alle banche, i depositi continuano a crescere dunque la gente non ha fiducia nel futuro e continua a rimandare gli acquisti, lasciando i soldi in banca. In questi anni il mercato nazionale si è ridotto moltissimo e il nostro settore ha perso aziende e posti di lavoro».

Le soddisfazioni arrivano soltanto dall’estero. «Le aziende che si sono attrezzate per affrontare i mercati stranieri continuano a crescere – spiega l’imprenditore comasco – L’Europa, intesa come Unione Europea e Svizzera, sono mercati in cui il nostro design e la nostra qualità sono apprezzati. Gli Stati Uniti stanno assorbendo moltissimo grazie a un dollaro in recupero sull’euro e a un’economia che per prima è uscita dalla crisi. E non temiamo l’introduzione di eventuali dazi, come il presidente Trump minaccia di fare: non penso che influirebbero sugli acquisti perché il nostro settore si rivolge a una clientela di fascia alta».

Il mercato russo si è un po’contratto a causa delle sanzioni europee. L’area del Nord Africa, che sembrava promettente assieme alla Turchia, è ora meno attraente per le recenti vicende politico-militari. «Le esportazioni vanno però bene negli altri Paesi arabi e soprattutto nel Sud-Est asiatico dove stiamo crescendo a due cifre – fa notare Anzani – anche perché stiamo comunicando in maniera più corretta ed efficace la nostra qualità, creatività e design. Lo scorso novembre abbiamo portato il Salone del Mobile a Shanghai, un’iniziativa importante, utile per far comprendere in quei mercati che cosa significhi l’eccellenza dei nostri prodotti».

E a proposito di promozione, Anzani sottolinea quanto sia fondamentale fare squadra. «Quando vanno all’estero i tedeschi si muovono come carri armati, con aziende, ministeri, associazioni di categoria e così via, noi invece andiamo da soli. Ora però c’è una presa di coscienza diversa da parte delle nostre istituzioni. Lo dimostra il fatto che i ministeri degli Esteri, della Cultura e dello Sviluppo economico, assieme all’Ice, l’Agenzia governativa per la promozione all’estero, hanno messo a disposizione ambasciate e consolati per ospitare i nostri ambasciatori del design, un’iniziativa di grande successo promossa da FederlegnoArredo. Finalmente si è fatto un discorso di squadra e di materiali, forme e colori diversi sono la costante dei Saloni sistema».

3 aprile 2017

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Redazione Corriere di Como

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