Elezioni 2012

Albate, entusiasmo per la vittoria del “vicino” di casa

 

Viaggio nel quartiere in cui vive il neosindaco
Fair play anche dagli avversari. E il candidato grillino ammette: «L’ho votato anch’io»
“Mario Lucini sindaco. Grazie a tutti. Como è cambiata davvero. E ora al lavoro”. Prima ancora dei manifesti ufficiali, al Circolo di Albate ci pensa un cartello artigianale a festeggiare l’elezione del nuovo sindaco. Qui, in una delle roccaforti del Pd e del neo- primo cittadino di Como, l’entusiasmo è palpabile. Almeno in questa prima fase, è come se davvero si respirasse un’aria diversa.
Inutile provare a dire: «Alzi la mano chi non ha votato Lucini». L’unico risultato è un improvviso
silenzio. «Siamo contentissimi – esordisce Giuseppe Bettina – E vorrei ben vedere, dopo tutto il lavoro fatto in campagna elettorale e dopo tanti anni di attesa. Se cambieranno le cose? Ma scherza? Sicuramente. Beninteso, i miracoli non li fa nessuno, non illudiamoci, ma qui non c’è da sperare, c’è da lavorare».
Giancarlo Madasi sceglie l’avverbio «tremendamente» per sottolineare quanto sia contento. «È la prima volta che vinco in vita mia – sorride svuotando un calice di vino – Almeno che ci tirino via le paratie e lo sconcio della Ticosa». Ad Albate, è difficile trovare qualcuno che non conosca personalmente Lucini. «Lo conosco da quando è nato ed è una bravissima persona – sottolinea Benedetto La Rocca – Ora mi auguro che non venga infangato dalla politica. Che resti pulito e onesto come è sempre stato. Scriva questo: un sindaco votato da Benedetto deve essere un sindaco da scudetto».
A festeggiare, tra i fan del nuovo sindaco, c’è anche Fulvio Valsecchi, candidato con il Movimento 5 Stelle. «Ho votato Lucini al ballottaggio – dice – Sono contento anche perché c’è un’ampia maggioranza, sufficiente per lavorare bene. Conosco il nuovo sindaco, è serio e preparato».
Gelmina Turconi e l’amica Lucia Salvato non riescono a trattenere l’entusiasmo. «Conosco bene Mario – dice la prima – Abbiamo partecipato a numerose gite in montagna. È una persona per bene e questo in politica è raro».
«Ci vorrà tempo perché nessuno fa miracoli ma la situazione cambierà – aggiunge l’amica – Quello che più ci preoccupa è capire dove troverà i soldi per fare quello di cui c’è bisogno».
Nell’edicola sulla via Canturina i quotidiani vanno a ruba e i clienti hanno voglia di chiacchierare. «Non posso negare che sento anche tante persone deluse e disincantate che non sono andate a votare – dice il titolare, Matteo Paternò – Ad Albate, però, in generale sono quasi tutti contenti, ora speriamo di vedere davvero i risultati».
A proposito di elettori stanchi della politica, si fa avanti Germana Ballerini. «Al primo turno ho votato perché sono una persona civile – dice – Ammetto però che al ballottaggio non sono andata. Sono stanca, vorrei vedere fatti e non sentire parole. Ho seguito la campagna elettorale ma c’era troppa ipocrisia. Facevo politica quando la politica era vera, era un valore. Ora si fanno solo gli interessi dei partiti».
«Ho dovuto quasi obbligare tutta la famiglia ad andare a votare – aggiunge Franco Mancuso – Per le comunali bisogna guardare le persone, e scegliere è importante».
Per trovare un albatese che ammetta di non aver votato Lucini bisogna aspettare il presidente uscente della Circoscrizione, Silvio Montorfano, che nel quartiere è il volto della Lega.
«Abbiamo perso, come negarlo? – dice – Al ballottaggio non ho votato. Onore ai vincitori, mi auguro che riescano a sistemare Como. Governare in questa situazione è difficilissimo».

Anna Campaniello

Nella foto:
Giuseppe Bettina
23 maggio 2012

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