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Albavilla, il Comune chiede chiarimenti al preside

Il rito che divideIl dirigente scolastico: «Dal parroco nessuna richiesta di benedizione»

La mancata benedizione natalizia nella scuola di Albavilla ha scatenato una vibrante polemica che non accenna a smorzarsi. Sulla vicenda ha preso posizione anche l’amministrazione comunale, che ha contattato il dirigente scolastico per un chiarimento della situazione. «Non ho mai ricevuto dal parroco la richiesta di poter benedire la scuola», risponde il preside, Giuliano Fontana.La diffusione della notizia, resa nota da alcuni genitori tramite i social network, ha spiazzato gli stessi amministratori

locali.«Mi è stata segnalata una situazione della quale non ero a conoscenza – ha detto ieri il vicesindaco reggente di Albavilla, Carlo Cairoli – Ho contattato il preside per avere chiarimenti. Mi ha spiegato che non aveva problemi a far benedire la scuola, ma fuori dall’orario scolastico. Mi ha anche detto di non aver ricevuto richieste specifiche dal parroco».«Personalmente – ha proseguito il primo cittadino – mi sembra inusuale programmare la benedizione in un momento in cui non ci sono i bambini. Non ha senso. Nella vita ciascuno fa le scelte che ritiene più opportune, senza vincoli. Ma se perdiamo le tradizioni religiose in assoluto, se non le facciamo vivere ai bambini, perdiamo le radici della nostra società».L’assessore all’Istruzione di Albavilla, Roberto Ballabio, è amareggiato soprattutto per la mancanza di dialogo. «È venuta a mancare del tutto la collaborazione, il dialogo tra le istituzioni – ha spiegato – Viviamo in una società già frammentata, il dialogo è essenziale. Sono certo che un confronto tra amministrazione, scuola e parrocchia ci avrebbe permesso di trovare un’unità di intenti. Se pensiamo di migliorare l’integrazione non facendo benedire la scuola siamo sulla strada sbagliata – ha aggiunto Ballabio – Il confronto è fondamentale, certo, ma mantenendo le nostre radici. Sono convinto che si potesse trovare un momento anche per la benedizione natalizia».E di mancanza di dialogo ha parlato però anche Giuliano Fontana, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Albavilla. In base a quanto riferito da numerosi genitori, oltre alla benedizione, nella scuola sarebbero stati cancellati in generale i simboli per antonomasia del Natale cristiano. Sarebbe stata respinta l’ipotesi della celebrazione di una messa e, al contempo, il significato religioso del 25 dicembre sarebbe stato cancellato dalla festa in programma con le famiglie degli alunni. Addirittura, sarebbero state messe al bando le statuine di cera raffiguranti il presepe che i bambini avrebbero dovuto realizzare in un’attività con un apicoltore.«Nella scuola c’è un presepe e i bambini hanno imparato i canti per Natale – ha risposto però il dirigente scolastico – Credo che, con un maggiore dialogo, si sarebbe evitato ogni problema. In dodici anni che sono in questa scuola, non ho mai ricevuto ufficialmente una richiesta per la benedizione natalizia. Quest’anno, il tema è stato sollevato da un genitore durante il consiglio d’istituto. Non tutti però la pensavano allo stesso modo e comunque non mi è stata fatta una richiesta formale».Il preside sarebbe favorevole alla benedizione, ma fuori dall’orario scolastico. «La scuola è laica ma non abbiamo mai allontanato nessuno – ha detto – Ho spiegato che si sarebbe potuta organizzare la benedizione al termine delle lezioni, quando i bambini escono dall’istituto e sono presenti anche molti genitori che arrivano a prendere i figli. Nessuno però mi ha più chiesto nulla. Ribadisco di non aver mai proibito nulla. Nelle nostre aule ci sono i crocifissi».A proposito di presepe, ad Albavilla, nella sala consiliare del municipio, è possibile ammirare un’opera realizzata da Luigia Roda, in mostra per l’intero periodo delle feste. Nessuna visita guidata però per i bambini della scuola del paese.L’opportunità di portare nelle scuole i valori tradizionali del Natale cristiano sta facendo discutere non solo ad Albavilla ma in molte zone della Lombardia e d’Italia. Numerosi i casi emersi negli ultimi giorni. Tra le situazioni più eclatanti quella di una scuola elementare di Vistarino, nel Pavese, dove, secondo alcuni genitori, gli insegnanti avrebbero sostituito i canti natalizi con inni alla pace. Per protesta, alcune famiglie hanno deciso di non far partecipare i figli alla recita e allo scambio degli auguri.Sul caso di Albavilla è intervenuto anche l’ex sindaco Alessandro Fermi, attuale consigliere regionale. «Chiedere che nelle scuole possa continuare ad aver luogo la benedizione natalizia – ha detto – non significa imporre agli altri le proprie convinzioni, ma rispettare espressioni di civiltà che hanno radici molto profonde e che ci hanno accompagnato sino a oggi».

Anna Campaniello

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