Albonico è in viaggio con Erodoto

Oggi la presentazione al liceo classico “Volta”
«Il mio modo preferito di trascorrere le serate sarebbe sedermi in terrazza e, alla luce della lampada, cullato dal rumore del mare, leggere Erodoto». Così scrive il grande giornalista e scrittore Ryszard Kapuscinski nel suo fondamentale libro di viaggi ed esperienze di lettura In viaggio con Erodoto che celebra il grande storico dell’antichità e la sua interpretazione dello scontro epocale tra Greci e Persiani.
Proprio sulle stesse tracce delle Storie di Erodoto e con il suo stesso
spirito di osservatore curioso e mai di parte («è stato il primo reporter», dice) si muove nel suo nuovo romanzo il lariano Giorgio Albonico. Che di professione è dentista ma ha una grande passione per gli studi storici e in particolare per l’antichità.
Il nuovo libro di Albonico viene presentato oggi alle 17.30 da Raffaella Di Paola (che firma anche la prefazione) per l’Associazione Italiana di Cultura Classica al liceo classico “Volta” di via Cesare Cantù 57 a Como. Il romanzo, edito da Robin, si intitola La stella del mattino (pp. 402, 18 euro) e ha per tema la seconda guerra persiana, vista principalmente attraverso le testimonianze dello stesso Erodoto. In primo piano è il conflitto insanabile tra due eroi condottieri che simboleggiano due visioni della vita e dell’etica diametralmente opposte. Da un lato lo spartano Leonida, strenuo difensore, fino al sacrificio, della libertà dei Greci messa sotto assedio dalle pretese espansionistiche dell’invasore: «Quando Zeus cadrà – annota l’Erodoto messo in scena da Albonico – Leonida sarà ancora lì a rammentare che si può perdere anche la vita, il bene più prezioso, per non venir meno alla convinzione di un principio». Dall’altro lato, c’è il persiano Serse, tiranno senza scrupoli morali (anche se ancora dotato tra le righe di una parvenza di umanità), convinto che con l’annessione della Grecia, impeditagli da una serie di errori strategici, potrà dominare su tutto il mondo conosciuto. E in mezzo c’è la visione di Erodoto, consapevole che c’è un limite oltrepassato il quale ogni azione dell’uomo è vana, e suscita l’ira divina.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Giorgio Albonico

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