Alborelle, campagna di ripopolamento ma solo nel Ceresio
Economia, Territorio

Alborelle, campagna di ripopolamento ma solo nel Ceresio

In Canton Ticino diventa operativo in questi giorni un progetto di ripopolamento del Lago di Lugano – altrimenti noto come Ceresio – con le alborelle. Un tipo di pesce che nello specchio d’acqua che si trova tra Italia e Svizzera è praticamente scomparso: il progetto è, appunto, di riportare le alborelle nel Ceresio.

Un piano che prevede tre fasi. La prima consiste nell’immissione regolare di pesci nel lago: a Brusino-Arsizio, in una struttura cantonale, a questo scopo è stato ricostruito un ceppo di riproduttori che sono stati catturati e trasferiti dal Lago Maggiore. Poi si procederà con crescita di giovani esemplari (a Lugano in zona Belvedere) con la loro liberazione in una zona e in un momento che i tecnici valuteranno come il più opportuno.

E sul Lago di Como? «Qui la situazione è differente – spiega Carlo Romanò, responsabile del Servizio Pesca della Provincia di Como – Perché sul Ceresio si riparte da zero, mentre da noi l’alborella non è sparita anche se, come è noto, negli ultimi anni si è registrato un calo che ha portato a provvedimenti di tutela della specie».

Sul nostro lago, dal 2011, vige il divieto totale di cattura. La maggiore pulizia del nostro lago – le alborelle prediligono le acque “nere” – e la presenza di cormorani, che sono voraci predatori, hanno portato a un drastico calo. Ma lo stesso Romanò esclude che possano essere studiati piani come quello che viene portato avanti in Ticino per il Ceresio.

Peraltro, a breve, è atteso il rapporto sul pescato del Lago di Como relativo all’anno 2016. E bisognerà vedere se saranno confermati i poco confortanti dati del 2015, che fu definito dai tecnici l’anno peggiore dell’ultimo decennio. Si parla di un totale di 159.178 tonnellate di pesce; l’anno prima, nel 2014, erano state 194.265, nel 2011 (la stagione migliore) 213.107. Il calo più netto era stato quello del lavarello (o coregone), diminuito di quasi 50 tonnellate (-44%) rispetto al 2014. Di fatto, è come se fosse saltata una generazione; c’è stata probabilmente qualche variazione nel lago difficile da analizzare.

Ed è anche per questo motivo che si attende di capire quale è stata l’evoluzione nel 2016. C’è poi il dato più generale, che, come detto, non era stato molto confortante. «Il pescato complessivo è quindi il più basso dell’ultimo decennio e supera di poco le 159 tonnellate – aveva spiegato nel febbraio 2016 Carlo Romanò – Tra le specie “minori” si è notato il balzo in avanti del lucioperca, il cui pescato è più che raddoppiato, la battuta d’arresto del salmerino, dopo un periodo di crescita vertiginosa, e il lento e inesorabile declino del cavedano, le cui catture negli ultimi sette anni sono in costante e progressiva diminuzione». Ma, per fortuna, non erano arrivate soltanto brutte notizie. La temuta espansione del pesce siluro era andata avanti a rilento (solo 109 chili pescati).

L’attesa, ora, è per vedere come si è evoluta la situazione da un anno all’altro.

7 gennaio 2017

Info Autore

Redazione Corriere di Como

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Archivio
dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto