Alfano: «Gianluca Rinaldin non fa più parte del Pdl»

Il caso – Il massimo dirigente del Popolo della Libertà ha citato l’esponente lariano durante la conferenza stampa dedicata al caso Zambetti e alla crisi in Regione
Così si è espresso il coordinatore nazionale del partito. Ma il consigliere: «Sono soltanto sospeso»
Il colpo di scena è maturato all’improvviso, dopo pochi minuti di conferenza stampa. A parlare, il coordinatore nazionale del Popolo della Libertà, Angelino Alfano, seduto in mezzo al segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, e al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Al centro dell’incontro pubblico, la soluzione (almeno temporanea) alla crisi politica che dall’arresto dell’ormai ex assessore alla Casa, Domenico Zambetti, accusato di aver comprato dalla ’ndrangheta un cospicuo
pacchetto di voti nel 2010, aveva seriamente fatto vacillare la giunta regionale. Come noto, in realtà il Pirellone non andrà al voto anticipato, e nelle prossime ore Formigoni (d’intesa con la Lega) procederà alla nomina di un nuovo esecutivo.
In mezzo a questo macroscenario, però, ecco spuntare a sorpresa il nome del consigliere regionale comasco del Pdl Gianluca Rinaldin, appena condannato in primo grado dal Tribunale di Milano a 2 anni e mezzo di reclusione per truffa e falso, nell’ambito dell’inchiesta nota come “Lake Holidays”.
Ebbene, il caso del consigliere regionale comasco è stato citato direttamente da Alfano in un contesto decisamente particolare. Cioè, subito dopo l’annuncio dato dal coordinatore nazionale del Pdl di aver espulso l’assessore arrestato Domenico Zambetti.
Questo il testo integrale dell’intervento di Alfano: «Noi stiamo ribadendo un principio di fondo e un concetto concreto. Il principio di fondo è che non si manda a casa una amministrazione che ha governato e governa bene. Il concetto concreto è che non si può fare di ogni erba un fascio». «Quello che viene imputato a Zambetti – ha aggiunto Alfano – è molto, molto grave. È intollerabile. Ed è il motivo per cui, ai sensi del nostro statuto, Zambetti non fa più parte del Pdl». Poi, ecco il passaggio di identico contenuto rivolto (anche) a Rinaldin. «Per altre ragioni – ha dichiarato Alfano – avevo già assunto la stessa decisione per i consiglieri regionali Ponzoni e Rinaldin, con la condivisione del coordinatore regionale, Mario Mantovani». Pesantissime le motivazioni: «Questa è la linea del Popolo della Libertà: tolleranza zero per chi macchia e sporca la nostra bandiera. La nostra bandiera è pulita, non sopporteremo chi la sporcherà».
Insomma, secondo il coordinatore nazionale del Pdl, Rinaldin è fuori dal partito. Eppure, ieri il consigliere regionale dava un’altra interpretazione.
«Ho appena avuto un incontro con il coordinatore regionale Mario Mantovani – ha dichiarato ieri sera Rinaldin – Mi è stato chiaramente spiegato che per ragioni di urgenza è stata adottata una linea generale che prevede la sospensione temporanea di chi si trova in queste situazioni (con vicende giudiziarie non chiuse definitivamente, ndr). Dunque io sono sospeso, non espulso. Infatti anche Alfano non ha specificato un orizzonte temporale preciso relativamente al non fare più parte del Pdl».
«Comunque – ha aggiunto Rinaldin – io avevo già dato la mia disponibilità ad autosospendermi dal partito, per cui il provvedimento non mi stupisce particolarmente e al contempo non mi crea particolare dispiacere. L’unica cosa che mi lascia seriamente perplesso è di come si possa e si voglia fare di tutta l’erba un fascio, perché io ritengo il mio caso diverso rispetto a quelli all’attenzione della cronaca in questi giorni».
«Capisco l’urgenza di dare un segnale – ha concluso il consigliere regionale – ma si continua a dimenticare che dopo 6 anni di accuse e dopo aver affrontato un processo, sono stato assolto dai principali capi di imputazione che mi erano stati contestati (la condanna a 2 anni e 6 mesi è relativa ai reati di truffa e falso, non di corruzione ndr). A fine giornata – e alla luce delle interpretazioni potenzialmente discordanti sulle parole pronunciate da Alfano – è intervenuto anche il coordinatore regionale del Pdl, Mario Mantovani, per una sorta di interpretazione autentica della posizione di Rinaldin (e, quindi, di Zambetti e di Ponzoni).
«Rinaldin è sospeso con effetto immediato dall’attività del movimento, ai sensi dell’articolo 48 dello statuto del Pdl – ha affermato il coordinatore regionale – Il segretario nazionale, infatti, può decidere di adottare questa sanzione in qualunque momento. Ora si avvierà un procedimento disciplinare nei confronti anche di Rinaldin, nel quale i probiviri del partito decideranno se espellerlo o no. Per il momento, comunque, Rinaldin non fa parte del Pdl».

Emanuele Caso

Nella foto:
Il consigliere regionale del Pdl Gianluca Rinaldin dovrà difendersi dai probiviri

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