Alla Fenice il Bellini che commuove con la comasca d’adozione Jessica Pratt

© | . . Jessica Pratt

Uno spettacolo benefico con un obiettivo internazionale. È il Concerto Grosso, celebrazione del Rotary Day organizzato dal Distretto 2042 del Rotary International. L’evento, dal titolo Back-Home. I talenti di Como, si svolgerà il 21 febbraio al Teatro Sociale di piazza Verdi e servirà a raccogliere fondi a favore del progetto contro la poliomielite “End Polio now”. Lo show, che riporterà l’abbinata musica-solidarietà nel teatro bicentenario di Como, riproporrà in riva al lago alcuni dei talenti espressi negli ultimi anni.
Dal soprano Bianca Tognocchi al tenore Giovanni Sebastiano Sala, al trombettista Giuliano Sommerhalder, al flautista Mattia Petrilli. Ospite d’eccezione il soprano australiano Jessica Pratt, lariano di adozione e ormai star internazionale dell’opera. L’abbiamo incontrata in una pausa delle prove del suo prossimo recital.
«Finché la voce non si è sviluppata in modo naturale, ho studiato la tromba e ho suonato per dieci anni in orchestra – racconta Jessica – Questo mi ha aiutato molto per la respirazione, lo sviluppo e la tecnica del fiato. Per sei mesi sono stata al Conservatorio, ma quel sistema di insegnamento non lo volevo. Se vuoi diventare una cantante lirica non devi avere lezione una volta alla settimana. Così ho scelto io il mio percorso didattico. In settimana lavoravo la mattina come segretaria e nel weekend come clown. Con i miei guadagni pagavo le lezioni e lo studio da vari maestri, quelli però che sceglievo io in base alla mia necessità musicale e vocale. Avevo fiducia in maestri in cui credevo, come Gian Luigi Gelmetti e Renata Scotto».
«In Italia mi trovo molto bene. Il vostro è un Paese bellissimo, che riempie l’anima – prosegue – Mi ha dato tanto e spero che continui a farlo. I primi lavori e i miei momenti importanti sono avvenuti in Italia. Mi trovo molto bene nei teatri italiani, così ricchi di storia e di belcanto e anche il pubblico italiano è molto attento».
Il Teatro Sociale di Como è stato importante per la carriera di Jessica. «Ho debuttato nel 2007 nel ruolo di protagonista della Lucia di Lammermoor di Donizetti e da quella esperienza in pochi anni le porte dei più importanti teatri europei si sono aperte», dice la Pratt.
In questo momento si trova a Venezia al Teatro alla Fenice, dove si prepara per il ruolo di Giulietta ne I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, in scena stasera con repliche il 16, 18 e 20 gennaio prossimi.
«Nell’opera di Bellini è la linea di canto ad essere la chiave essenziale per interpretare le sue opere – dice Jessica – È il compositore più straziante dal punto di vista sentimentale; mi trovo incantata dalla sua malinconia e disperazione, è pura bellezza. Bellini descrive nell’opera I Capuleti e i Montecchi la morte, la disperazione, la violenza, la malinconia; è deprimente ma nello stesso momento molto bello».
Jessica Pratt ha una voce soprano per lirica leggera, con coloriture di belcanto. «Ogni giorno studio la tecnica di respirazione, esercizi specifici per il lungo fraseggio, le legature, la qualità e i colori della voce, i miei vocalizzi. Faccio una vita sana e siccome viaggio molto e la voce è il primo strumento a soffrire di stanchezza e di raffreddore, faccio molta attenzione», spiega la cantante.
Jessica si trova molto bene al teatro La Fenice a Venezia: «Il direttore d’orchestra Omer Meir Wellber ha preparato una lettura molto pulita e ha tolto alcuni sovracuti. Tutto molto bello e funzionale. Anche i costumi teatrali sono belli e curati da Maria Carla Ricotti».
«Non temo il pubblico, non lo puoi controllare – prosegue Jessica – Può essere che in una stessa città, nello stesso teatro, nella stessa produzione, reagisca diversamente da serata a serata. Ho più paura per me stessa: sono molto severa con me stessa, registro le prove e le riascolto per migliorare. Per il belcanto e per una bella voce occorrono tanti anni di studio e di continuo lavoro; i progressi sono lenti e piccoli, non si può sforzare. Non mi misuro con altre, perché ognuna ha la sua voce e la sua testa, non vorrei modellarmi seguendo il parere del pubblico o un’altra cantante».
I prossimi progetti saranno a Firenze, dove Jessica canterà ne I Puritani, poi in Perù a Lima con Lucia di Lammermoor, in Australia sempre per I Puritani e nel 2016 per Lucia di Lammermoor, poi all’Opera di Losanna per Tancredi di Rossini, a Marsiglia Semiramide e un concerto a Firenze.
«Io sono molto contenta della mia vita e carriera. Se ho un sogno nel cassetto? Sì, di cantare sempre meglio, e che continuino a chiamarmi. Mi piace interpretare i ruoli caratterizzati da pazzia e malinconia, ma qualche volta mi affido a un ruolo più leggero. Un ruolo comico, come l’opera La figlia del Reggimento di Gaetano Donizetti, non mi dispiacerebbe. Spesso la fama di un cantante è legata a un tipo di personaggio, come un’etichetta che è poi difficile da togliere, talvolta rimane per tutta la vita. Mi piacerebbe esprimere anche altri lati della mia personalità».

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