Alla scoperta della “comasca” Berenice

Tesori archeologici
Eliolux, in collaborazione con l’associazione “Fotoamatori del Lario”, ha voluto rendere omaggio a un comasco meritevole di stima e ammirazione. Lo si celebrerà martedì 1° luglio alla Darsena di Villa Geno, alle ore 21.15. È il lariano Luigi Balbo, che proporrà i suoi scatti realizzati nel corso di spedizioni archeologiche nel Nord del Sudan, organizzate insieme con i fratelli Castiglioni di Varese, che negli anni ’90 hanno portato alla scoperta della città mineraria Berenice Pancrisia

, scomparsa dalle moderne cartine. Berenice Pancrisia è un antico insediamento urbano, situato nel deserto nord-orientale del Sudan, poco al di sotto del 22° parallelo, vicino alle miniere d’oro dell’Uadi Allaqi nella Nubia dei faraoni. Fu scoperto il 12 febbraio del 1989 da una spedizione italiana, composta dai fratelli Castiglioni, dallo stesso Luigi Balbo, da Giancarlo Negro e Manlio Sozzani, utilizzando una mappa araba del IX secolo che riportava una miniera. La scoperta è stata considerata così importante da creare una nuova branca dell’archeologia: la Nubiologia.
Berenice Pancrisia significa “tutta d’oro”, dal greco panchrysos, e avrebbe avuto il nome da Tolomeo II Filadelfo che, nel 271 a.C. circa, in onore della madre Berenice I, consorte di Tolomeo I Sotere, ribattezzò la località dopo averla completamente ristrutturata e ampliata, anche con un porto. Ma una seconda ipotesi farebbe derivare il nome dal dio Pan, nome greco di Min divinità egizia del deserto. Alla Darsena si potranno ammirare scatti che riguardano la spedizione e tanti altre avventure di esplorazione. Ingresso libero.

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