Alogna fa tornare la musica dal vivo al Sociale

Il violinista comasco Davide Alogna

Centoquaranta buoni motivi per festeggiare il ritorno graduale alla normalità, anche se con liquidi igienizzanti, mascherine indosso, termometri all’ingresso e prevendita obbligatoria online: tanti sono i posti (sommate le due repliche) in prenotazione a 30 euro cadauno con cui il Teatro Sociale di Como in piazza Verdi, fermo da febbraio causa pandemia riapre, con emozione, il 26 giugno.
Giorno in cui sarà in programma il concerto “Dunque, dove eravamo rimasti?” con Davide Alogna al violino e Costantino Catena al pianoforte.
Lo spettacolo, il primo al chiuso in provincia dopo il lockdown, si terrà nella prestigiosa Sala Bianca, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, in doppia replica alle 18.30 e alle 21. La sala ospita di regola 170 posti ma il distanziamento sociale impone di usarne solo una frazione, appunto 70 per ogni recital.
Propri nella Sala Bianca ieri mattina il concerto è stato presentato dagli organizzatori, la Società dei Palchettisti (nata nel 1764) e il Teatro Sociale Aslico (inaugurato nel 1813) alla presenza del virtuoso comasco di fama internazionale Davide Alogna.
«”Dunque, dove eravamo rimasti?” – ha detto ieri il presidente dei Palchettisti Claudio Bocchietti – è la storica frase che pronunciò Enzo Tortora quando dopo la sua tragica disavventura giudiziaria riprese le sue funzioni di presentatore televisivo il 20 febbraio 1987. Ma ha una storia ben più antica se pensiamo alla locuzione latina “dicebamus hesterna die” che viene attribuita a Fray Luis de León, professore all’Università di Salamanca, che la pronunciò una volta tornato a insegnare dopo una carcerazione di 4 anni per presunta eresia. Lo stesso espediente retorico fu utilizzato nel XX secolo da Gustave Cohen alla Sorbona, alla ripresa dell’insegnamento dopo la parentesi dell’invasione tedesca della Francia durante la seconda guerra mondiale».
Si è voluto dare un segno forte di presenza sul territorio dopo tanto silenzio con questo concerto.
«Vogliamo ricongiungerci con il nostro pubblico perché il teatro è questo, non vive di virtualità via web ma della condivisione con la comunità – ha aggiunto il presidente dei Palchettisti Bocchietti – Siamo solidali con il mondo dello spettacolo comasco che l’altro giorno ha manifestato proprio di fronte al Sociale per rappresentare le sue istanze. Con il nostro concerto vogliamo guardare al futuro, anche se siamo in una fase intelocutoria e tutto dipenderà dall’andamento dell’epidemia in corso. Per ora ringraziamo i nostri sponsor senza i quali l’evento non avrebbe potuto avere luogo. Speriamo di rientrare dalla crisi perché con le norme attuali uno spettacolo all’interno del sociale con appena 200 persone presenti tra pubblico e artisti ha moltissime difficoltà ad andare in scena».
Un concerto quello di Alogna, artista empatico e capace di infondere ottimismo nel pubblico attraverso la gioia della musica, che si estenderà da Wolfgang Amadeus Mozart (con la Sonata per violino e pianoforte n. 21 in mi minore, K 304 del 1778) ad Ermanno Wolf-Ferrari (con la Sonata n. 1 per violino e pianoforte in sol minore, op.1 del 1895), passando attraverso Ludwig van Beethoven, di cui si celebrano quest’anno i 250 anni dalla nascita, (con la Sonata per violino e pianoforte n. 1 in re maggiore, op. 12 n. 1 del 1797/98) e Pëtr Il’ic Cajkovskij (con il Valse sentimentale, op. 51 n. 6).
Proprio di Ermanno Wolf-Ferrari Alogna e Catena eseguiranno l’integrale in un cd allegato al prossimo numero della rivista “Suonare News”. E non è l’unico progetto cui ha lavorato in questi mesi Alogna: ha anche progettato un omaggio in video a Bach e partecipato a un recital collettivo online che diventerà anche un disco.
«Wolf-Ferrari – dice – era un compositore di grande ricchezza espressiva e di grande talento che si fa subito amare dall’ascoltatore». Per Alogna il recital al Sociale è un ritorno a casa: «La Sala Bianca dove ho tra l’altro presentato il mio cd in omaggio a Mozart è una delle più belle sale da concerto del mondo e non solo in Italia e mi auguro che con l’ausilio delle tecnologie moderne come i video che tanto abbiamo usato durante la quarantena potremo divulgarne la bellezza il più possibile- Era già previsto un mio concerto in Teatro il 28 marzo, Per Elisa, per festeggiare il 250° anniversario dalla nascita di Ludwig van Beethoven, con due colleghi, Giuseppe Greco e Violante Placido. Tornerò quindi con grande gioia nella mia Como, a riportare un po’ di musica, tenendo a battesimo il primo evento post-Covid della città».
«Dal 22 febbraio eravamo fermi e per noi è come il primo bagno in mare dopo l’inverno, è una emozione grande – ha dettoGiovanni Vegeto, Direttore Generale Teatro Sociale Aslico di Como – Sono passati quattro mesi, in cui non abbiamo mai smesso di rispondere al telefono e in cui abbiamo cercato di mantenere vivo e costante il rapporto con artisti e spettatori. Ora è giunto il momento di riaprire le porte».
Oggi alle 17.30 a Villa Olmo un nuovo passo verso la normalità post pandemia con l’annuncio alla città di un’edizione speciale del Festival Como Città della Musica, tra i primi festival a riprendere in Italia e in Europa, per dare un segnale altrettanto forte sul territorio e far risuonare di musica altri luoghi, in cui il Sociale porta tradizionalmente note ed emozioni.
Appuntamento nel parco ai piedi del Ponte della Conoscenza (entrata da via Cantoni). Il festival dal titolo “Note in Villa” è in calendario dal 28 giugno al 12 luglio e avrà luogo presso lo stesso parco di Villa Olmo, nel parco della Villa del Grumello e nel parco di Villa Erba a Cernobbio. L’evento di presentazione alla città è aperto al pubblico nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza necessari.

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